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Matrimoni gay, Alfano invia circolare ai Comuni: "Sono da annullare". Bufera su Twitter e in Parlamento, parte la ribellione

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di Simone Rausi

Le unioni gay tornano prepotentemente nell’agenda del governo. È il ministro dell’Interno Angelino Alfano stavolta a provare una certa costipazione in merito all’argomento tanto da inviare una circolare ai Comuni dove si legge ben chiaro che nessuna delle unioni tra omosessuali avvenuta all’estero potrà essere trascritta in Italia, pena “l’ annullamento d’ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati”. Il ragionamento aritmetico di Alfano è stato esposto ai microfoni di Rtl 102.5: “In Italia non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso quindi quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano. Non è consentito dalla legge". Una logica tanto ferrea quanto ingessata che non sempre fa il paio con il Paese reale. Le amministrazioni comunali infatti sfidano il ministro e si preparano ad essere "fuori legge"...

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Il sindaco di Bologna Virginio Merola ha bollato la circolare come “stupida” e si è detto fermo nelle sue decisioni: “Non obbedisco, io non ritiro la mia firma. Se vogliono annullare le trascrizioni lo facciano”. Merola ha poi aggiunto che “Rispondere con circolari a questioni che riguardano la vita concreta di tante persone non è solo burocratico, ma è anche tragicomico”. Reazioni forti anche al sud dove il Comune di Napoli minaccia addirittura di ricorrere in sedi giudiziarie contro una circolare – quella di Alfano – “contraria al principio dell’uguaglianza dei diritti”. E il Paese reale, quello di cui parlano le amministrazioni, che dice? Secondo un sondaggio riportato da Corriere.it sarebbero otto su dieci gli italiani che vorrebbero più diritti e tutele per le coppie gay. Un risultato che poco ha a che fare con le ideologie politiche se consideriamo che il numero dei “favorevoli” resta comunque in maggioranza quando si indaga il campione degli elettori di centro destra.

La questione sta diventando un vero e proprio caso politico. Ci si chiede come un governo di sinistra – seppur rappresentato in questo caso da un ministro di destra – possa scagliarsi così duramente contro un tema tanto caro a quella parte del parlamento. Vendola, ad esempio, paragona Alfano a un “poliziotto austroungarico dell' epoca risorgimentale”. Si espone anche Orfini, presidente dello stesso partito del Premier Renzi che chiede ad Alfano “Invece di annullare le trascrizioni dei matrimoni gay preoccupiamoci di renderli possibili anche in Italia”. Ma le persone direttamente interessate alla questione come hanno reagito?

Alfano quando "approvava" le unioni gay

Su Twitter si fanno asprissime le polemiche e i tweet furiosi e di malcontento: “Torniamo al Medioevo”, “Vuole rimpatriarci?”, “Vergogna quotidiana”, “Circolare indegna”, “ministro peggiore della storia”. Si espongono personaggi noti come Vladimir Luxuria che scrive: “Ma secondo voi con #alfano in questo governo si otterrà mai nulla sui diritti civili e sulla omofobia?”. Si mobilitano anche le associazioni. Arcigay lancia un appello ai Comuni invitandoli a disobbedire come l’Italia della Resistenza fece agli ordini fascisti. Marrazzo, portavoce di GayCenter, invita Alfano a candidarsi come leader delle sentinelle in piedi. Maccarrone del Circolo Mieli bolla il governo Renzi come “uno dei più omofobi e conservatori degli ultimi decenni”. Si espone persino il Codacons che minaccia ricorso alla circolare: “Va contro la Sentenza della Corte di Strasburgo che tutela la vita familiare della famiglia di fatto”.

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