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Matrimoni gay, Strasburgo: "Europa non dia definizioni restrittive di famiglia"

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Unione europea culattona e raccomandata, avrà pensato Vittorio Sgarbi nello scrivere l'articolo strillato in prima pagina su "il Giornale" (in foto). Ma tant'è. La destra è stata battuta in seduta plenaria a Strasburgo sui matrimoni gay. "I governi europei" - secondo il Parlamento europeo - "Non devono dare definizioni restrittive di famiglia" allo scopo di negare protezione alle coppie gay e ai loro figli.

Questa la posizione espressa nel rapporto sulla parità di diritti uomo-donna presentato dalla radicale di sinistra olandese Sophie in't Veld ed approvato dall'Eurocamera.

Il passaggio più "matrimoni gay - friendly" è contenuto nel paragrafo 7 del suddetto rapporto, che il Ppe voleva cancellare con un emendamento, poi bocciato in aula con 322 sì e 342 no.

Sono stati inoltre approvati, nonostante l'opposizione dei popolari, i passaggi del rapporto in cui si chiede alla Commissione di elaborare proposte per il riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali tra gli stati membri che già le ammettono e al Consiglio europeo di "riaffermare il principio di uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale".

Subito è giunto l'altolà della Lega Nord: "Se il Parlamento Europeo e la Commissione, dopo aver imposto direttive e regolamenti assurdi, pensano di cambiare anche la definizione di famiglia, si sbagliano di grosso". Queste le parole dell'eurodeputata della Lega Nord, Mara Bizzotto "In Italia - ha aggiunto - non c'è la tutela giuridica della famiglia omosessuale, semplicemente perchè la famiglia omosessuale non esiste, nè mai esisterà".

La Bizzotto ha poi specificato di non voler "negare la tutela dei diritti degli omosessuali" ma "la tutela giuridica delle famiglie omosessuali", perchè "la famiglia da tutelare, quella che anche il Parlamento europeo quindi dovrebbe tutelare, è la famiglia tradizionale: quella formata da un uomo, da una donna e dai loro figli".

Dulcis in fundo Giovanardi: "L'unità europea, nata per l'intuizione di tre grandi statisti democratici cristiani, Adenauer, De Gasperi e Schumann rischia di frantumarsi nella coscienza dei popoli per iniziative come quella della radicale di sinistra olandese Sophie in'Weld che vuole imporre, contro quanto stabilito chiaramente dai trattati, il riconoscimento dei matrimoni gay. Sudditanza al mercato e deriva relativista sembrano essere ormai gli unici idoli a cui sacrificare questo grande ideale, che rischia di essere sempre più lontano dai valori più radicati di decine di milioni di europei".

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