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Mattarella grazia agente Cia che organizzò il sequestro di Abu Omar

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Sergio Mattarella concede la grazia a Betnie Medero e Robert Seldon Lady, gli agenti Cia coinvolti in un ruolo di primo piano nel sequestro dell'Imam di Milano Abu Omar, avvenuto il 17 febbraio 2013.

IL COMUNICATO - Questo il comunicato diffuso dal Quirinale: Sono state concesse a Betnie Medero la grazia della pena ancora da espiare (tre anni di reclusione), estesa anche alla pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici, e a Robert Seldon Lady, condannato a nove anni di reclusione, la grazia parziale di due anni.

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Entrambi i destinatari del provvedimento di clemenza sono stati condannati, in concorso tra loro e con altre ventiquattro persone, per il reato di sequestro di persona, avvenuto a Milano nel febbraio del 2003. Nessuno dei due si trova attualmente in Italia. La decisione tiene conto del parere favorevole formulato dal Ministro della Giustizia a conclusione della prevista istruttoria.

OBAMA -Nella valutazione delle domande di grazia, si legge ancora nella nota diffusa dal Quirinale, il Capo dello Stato ha in primo luogo considerato la circostanza che gli Stati Uniti hanno, sin dalla prima elezione del Presidente Obama, interrotto la pratica delle extraordinary renditions, giudicata dall'Italia e dalla Unione Europea non compatibile con i principi fondamentali di uno Stato di diritto.

IL SEQUESTRO - Abu Omar fu sequestrato da agenti Cia a Milano, mentre si stava recando alla moschea. Trasportato ad Aviano, fu trasferito in Egitto dove, da recluso, subì continui interrogatori, torture e sevizie.

Liberato un anno più tardi, Abu Omar fu sequestrato una seconda volta per non aver rispettato il patto stretto con i servizi segreti americani. Ovvero la libertà in cambiodel segreto su quanto avvenuto.

Abu Omar ebbe la libertà nel febbraio del 2007, ma l'Egitto gli vietò l'espatrio in Italia, dove lo aspetterebbe comunque una condanna per attività terroristica.

Il processo Abu Omar si è concluso con svariate condanne ed il risarcimento, a craico della Cia, di un milione di euro per l'ex Imam e di 500mila euro per la moglie Nabile Ghali.

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