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Matteo Dall'Osso, parlamentare M5S affetto da sclerosi multipla deriso alla Camera

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Sembra davvero avere imboccato una china senza fine la politica italiana. E non solo o non tanto per l'incapacità cronica di svecchiarsi, scrollarsi e uscire dal comodo finto-equilibrio precario su cui si è adagiata, ma soprattutto per l'atteggiamento triviale, privo di rispetto e vergogna che mostra ormai - purtroppo - sempre più spesso. Dopo gli incitamenti alla violenza sessuale, gli insulti razzisti e quelli 'razzisti al contrario' (perché ormai nel Belpaese si può anche questo) tra esponenti di partiti diversi, l'ultima vergogna si è consumata in Aula ieri, nei confronti di Matteo Dall'Osso, cittadino del M5S alla Camera affetto da sclerosi multipla.

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E' l'una di notte. E' stata una giornata pesantissima, con la seduta fiume per il Decreto del Fare e tutti, naturalmente, sono stanchi. Dell'Osso sta leggendo il suo intervento e a un certo punto perde il filo: rilegge lo stesso paragrafo, incespica, è chiaramente in difficoltà. Una difficoltà che scatena gli sfottò dei colleghi, i quali - inconsapevoli o meno, non ha importanza - iniziano a deriderlo.

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A raccontare che cosa è successo oggi sul blog di Beppe Grillo (rilanciata dal garante dei 5 Stelle su Twitter) è stata un'altra cittadina pentastellata, Giulia Di Vita, che ha scritto: "Gli umani colleghi dagli scranni di Pd e Scelta Civica hanno cominciato a fare battutine sulla sua difficoltà: 'Dategli il foglio giusto!', ripetevano le sue parole balbettando a sfottò, mormoravano, ridevano, lo guardavano divertiti". Fino a che, avvisati "dello stato di Matteo qualcuno ha chiesto scusa per la palese, vergognosa, indecente, schifosa, indecorosa gaffe. L'arte dell'ipocrisia".

"Signori, ci troviamo a lavorare con questa gente. Come possono stupire gli scempi che stanno facendo al Paese e la costante indifferenza per i cittadini italiani più deboli?", ha concluso Di Vita, elogiando la grandissima dignità di Dall'Osso, che "dopo gli sfottò a fine intervento", ha comunque ringraziato i colleghi (peraltro dopo essersi già scusato per avere perso il filo del discorso): "E come dissero tre violoncellisti sul Titanic mentre stava affondando 'è stato un piacere suonare con voi'". Parole alle quali Di Vita ha aggiunto la sua (condivisibilissima) postilla: "Ma anche no".


Il video degli sfottò a Matteo Dall'Osso

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