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Matteo Renzi a Che Tempo Che Fa: "Cancellieri faccia passo indietro prima della sfiducia"

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Dopo Civati, anche Renzi rompe gli indugi sul caso Cancellieri, aprendo all’ipotesi delle dimissioni del Guardasigilli. A meno di un mese dal congresso, il favorito nella corsa alla segreteria nazionale dei democratici dà un segnale forte alla sua base, riaprendo di fatto il dibattito sul rapporto tra partito e governo di larghe intese.

Civati, mozione di sfiducia contro la Cancellieri

Secondo l’attuale sindaco di Firenze, il ministro della Giustizia farebbe bene a farsi da parte in tempo utile, prima che in Parlamento venga discussa e votata la mozione di sfiducia depositata dal Movimento 5 Stelle. Cresce col passare delle ore, dentro il Pd, l’insofferenza verso l’esponente di punta dell’esecutivo Letta, che a questo punto potrebbe optare per soluzioni radicali per uscire dall’angolo senza causare strappi interni alla maggioranza ed in particolare al suo principale “sponsor” politico.

Intervenendo alla trasmissione della domenica sera di Raitre “Che Tempo Che Fa”, Matteo Renzi non ha usato mezzi termini nel chiedere ad Anna Maria Cancellieri di farsi da parte, sulla base di un ragionamento di opportunità politica: “Il punto è che in questa vicenda si intrecciano, fin dalla prima telefonata, una serie di messaggi che inducono a dubitare dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”ha dichiarato il giovane sindaco fiorentino in risposta ad una precisa domanda di Fabio Fazio in merito al caso Fonsai-Ligresti.

“L’ex prefetto e commissario di Bologna è una persona per bene, una servitrice dello Stato”, ha argomentato Renzi, “ma in questo caso ha sbagliato e prima della sfiducia dovrebbe fare un passo indietro”. Il discorso, inevitabilmente, è poi caduto sul nodo cruciale della stabilità politico-istituzionale, a rischio in caso di sconfitta in Parlamento di uno dei più autorevoli esponenti del governo: “Si tratta di fare le cose che gli italiani hanno chiesto, perché c’è un problema occupazionale che è drammatico”, ha proseguito il “rottamatore”al termine di una lunga riflessione sul ruolo del Pd all’interno della coalizione a sostegno di Enrico Letta.

Altro punto di fondamentale importanza, toccato nell’intervista andata in onda ieri sera sulla terza rete Rai, è la frantumazione del centrodestra con la nascita di Forza Italia e del Nuovo Centrodestra dalle ceneri del Popolo della Libertà. Ad avviso di Matteo Renzi, la strategia messa in campo da Silvio Berlusconi ed alleati sarebbe “tutt’altro che banale”, essendo mirata a costituire una “grande coalizione self service” in grado di ricompattare, dividendosi tra lealisti e riformisti, l’elettorato perduto per strada nel corso degli ultimi appuntamenti col voto.

Il timore, per una parte dei democratici, è infatti una riedizione della campagna elettorale del 2013, quando la ritirata strategica, in extremis, dalla maggioranza che appoggiava l’esecutivo tecnico di Mario Monti, consentì al Pdl (grazie anche all’impegno personale del Cavaliere) di programmare e portare a termine una straordinaria rimonta sul favoritissimo fronte di centrosinistra, costretto a fare i conti con l’ennesima delusione in sede di elezioni politiche nazionali. In attesa dei risultati del congresso e delle primarie, il Partito Democratico si ritrova pertanto alle prese con una delicata dialettica interna, che proprio sul caso Cancellieri potrebbe portare ad un sensibile spostamento degli equilibri parlamentari verso una rotta meno favorevole alla prosecuzione del controverso esperimento delle larghe intese. Le nette prese di posizione di Civati prima e di Renzi poi potrebbero rivelarsi, tra le righe, un segnale tutt’altro che rassicurante rivolto non solo al Guardasigilli, ma all’intera compagine di governo.

Guarda l'intervista di Renzi a Che tempo che fa

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