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Matteo Renzi a Che tempo che fa, ok a riforme e gelo coi magistrati: "Più sentenze, meno comunicati"

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Ha scelto la tribuna televisiva di Che tempo che fa per dare semaforo verde al nuovo sito di emanazione governativa, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ospite di Fabio Fazio nella puntata pre-natalizia del programma del week end di Raitre.

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Si chiama soldipubblici.gov.it lo strumento di controllo virtuale sulle uscite dello Stato centrale e degli anti locali messo a collaudo dall’esecutivo a guida Pd come antidoto agli sprechi ed alla “malapolitica”, nel periodo più difficile per il partito di maggioranza dell’attuale coalizione di centrosinistra.

Forse intasato dagli accessi degli spettatori della trasmissione della terza rete, il neonato portale web è andato subito in tilt mostrando ai visitatori la scritta “non disponibile” nella homepage per buona parte della serata.

In un’intervista a tutto campo, incentrata sui temi caldi del momento non senza annunci "in pompa magna" e metafore ad effetto, l’ex sindaco di Firenze ha avuto modo di soffermarsi sul nodo scottante della legge di stabilità appena approvata dal Parlamento con un voto assai contestato a notte fonda, difendendo i senatori della sua area politica ed ammettendo “un po’ di casini” per i quali vale la pena “prendersi la colpa.

(Renzi da Fazio nella puntata pre-natalizia di "Che tempo che fa": guarda il video)

Tra una battuta sul Mago Otelma, qualche accenno sibillino ai “19 nomi” dei papabili per la successione al presidente dimissionario Napolitano e una riflessione, critica ma non troppo, sui vincoli di bilancio imposti da Bruxelles agli stati membri dell’Unione Europea, Matteo Renzi ha promesso al pubblico un 2015 pieno di novità, a partire dalle riforme istituzionali” in agenda per fine gennaio insieme alla legge elettorale sostitutiva del tanto vituperato Porcellum di berlusconiana memoria.

“L’Italia ha un problema di reputazione” si è poi spinto ad ammettere l’inquilino di Palazzo Chigi durante il confronto con Fabio Fazio a Che tempo che fa, riferendosi al rapporto tra Roma e i vertici comunitari ed in particolare al rispetto degli impegni sottoscritti dai vari governi che l’hanno preceduto negli ultimi anni.

Nessun passo indietro sulla candidatura della Capitale alle Olimpiadi del 2024, giudicate un’occasione da non perdere a dispetto di “una certa sinistra dal naso storto” e di chi, “Grillo e Salvini in primis, è “sempre pronto a dire che non ce la facciamo”.

Assai significativa dal punto di vista politico, infine, la stoccata rifilata ad una parte della magistratura, accusata di “scrivere più comunicati stampa che sentenze e di indurre milioni di cittadini a pensare che “in Italia siamo tutti ladri.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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