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Matteo Renzi a Che tempo che fa presenta il Job Act: "Flessibilità e sussidio unico. M5S? Sfascisti"

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di Claudia Gagliardi

Un Matteo Renzi a tutto campo nella sua prima intervista da segretario del Partito democratico a Che tempo che fa: nella lunga intervista concessa a Fabio Fazio, il sindaco di Firenze ha illustrato il suo Job Act, il Piano lavoro che ha trovato aperture anche da Forza Italia e dall'ala sinistra del Pd, si è impegnato a dare un termine all'approvazione della legge elettorale invitando anche le opposizioni a parteciparvi, ha rilanciato i temi della scuola e del taglio ai costi della politica su cui ha giocato buona parte della campagna elettorale delle primarie.

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"La politica deve tagliarsi, cioè tagliare se stessa. Deve dare una sforbiciata perchè si torni ad essere credibili e per poter intervenire sull’occupazione e la scuola" esordisce così Matteo Renzi a Che tempo che fa, ricordando che la madre di tutte le emergenze, quella su cui intervenire subito, è il lavoro. Basta discussioni ideologiche sull'art. 18, più garanzie per chi non ne ha alcuna, una maggiore flessibilità in entrata nel mercato del lavoro (contratto a tempo indeterminato dopo periodo di prova) bilanciata da altrettanta flessibilità in uscita, con lo Stato pronto ad intervenire con un sussidio unico e un piano di formazione mirato a tutela di chi resta disoccupato. Inoltre, per i giovani, la proposta di un anno di servizio civile obbligatorio a livello europeo.

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E'questa in sostanza la ricetta di Matteo Renzi, che annuncia la presentazione del Piano Lavoro a gennaio: "Oggi solo un lavoratore su tre ha la Cig, gli altri si attaccano al tram. Abbiamo il 12,7 per cento di disoccupazione. Io penso ad una maggiore flessibilità in uscita, ma lo Stato deve garantire una indennità per i primi due anni di disoccupazione per mantenere la famiglia e un sistema serio di formazione professionale". E in risposta a Maurizio Landini, leader della Fiom ospite di Che tempo che fa nella puntata di sabato, rilancia: "La discussione su articolo 18 sì o no ci riporta alla casella di partenza. Non è importante un articolo o un codicillo, ma semplificare per dare garanzie a tutti e permettere alle aziende di investire in Italia". Dal turismo alle nuove tecnologie, Renzi auspica che il suo Job Act attiri investimenti nel nostro Paese, lasciando intendere, come molti altri prima di lui, che l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori sia una sorta di deterrente per le imprese. Nessuna menzione per quelli che sono forse i veri fattori che allontanano gli investimenti dall'Italia: la corruzione e la criminalità organizzata.

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Tra i temi caldi per Matteo Renzi c'è anche la modifica della Bossi-Fini: "La cambieremo, glielo garantisco", dichiara Renzi che sabato è stato in visita a Lampedusa dove ha incontrato gli immigrati e il sindaco Giusi Nicolini. Sul piatto anche la Legge Elettorale, in discussione alla Camera. Non c'è un modello perfetto, secondo il segretario del Pd, va bene qualsiasi legge che garantisca governabilità e metta il vincitore nelle condizioni di poter portare avanti il proprio programma: "L'importante è che la sera delle elezioni si sappia chi ha vinto, basta inciuci. Il 30 gennaio si deve decidere, sono certo che ci riusciremo". E sulla questione spalanca le porte alle opposizioni: "Io le regole del gioco le voglio fare con tutti non voglio tenere fuori Forza Italia nè e Grillo - dice Renzi - Quando la legge elettorale l’hanno fatta da soli, come il porcellum, hanno fatto schifo".

A proposito del Movimento 5 Stelle, cui aveva proposto di votare insieme il progetto di abolizione del Senato elettivo e il piano di risparmi per 1 miliardo di costi della politica, segretario del Pd non le manda a dire: "Non è un movimento fascista ma sfascista. Poi tra i parlamentari M5S c'è un sacco di brave persone che sarebbe disposta a lavorare con noi, ma comandano in tre o quattro persone". Detto questo, sugli affitti della Camera da tagliare i 5 Stelle hanno pienamente ragione: "Nessuno ha il monopolio delle buone idee. È giusta l'idea del M5S sugli affitti per i palazzi della politica. Non va bene quando M5S entra e esce dall'aula, in accordo con Brunetta".

Matteo Renzi ha anche ribadito l'importanza di tornare ad investire sulla scuola e di valorizzare il ruolo degli insegnanti. Nella sua proposta anche una revisione dei programmi scolastici delle scuole medie, perchè "i ragazzi vanno avvicinati alla cultura in senso lato, al cinema, a internet, alla bellezza del vivere in modo diverso dai programmi di oggi. Bisogna scatafasciare il programma delle scuole medie sapendo che i ragazzi oggi sono pieni di informazioni ma difficoltà di comprensione". E per risolverli propone di tornare "ai riassunti" per stimolare al ragionamento i ragazzi che sono invasi da troppe informazioni e spesso non sono in grado di governarle.

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