Excite

Matteo Renzi a Servizio Pubblico sul caso Ligresti: "Anna Maria Cancellieri doveva dimettersi"

  • Youtube

di Claudia Gagliardi

Matteo Renzi non è soddisfatto dell'epilogo della vincenda Cancellieri-Ligresti: il candidato alla segreteria del Pd è intervenuto a Servizio Pubblico su La7, ospite in studio di Michele Santoro. Interrogato sulla vicenda che ha visto coinvolta la ministra della Giustizia, Renzi si è detto favorevole alle dimissioni chieste in seguito allo scandalo delle telefonate con la famiglia Ligresti: "Credo sia inaccettabile che sia andata così. Se fossi stato il segretario del Pd non avrei difeso la Cancellieri e credo avrebbe fatto un favore al Paese se si fosse dimessa". Il sindaco di Firenze non ha risparmiato qualche stoccata al premier, aggiungendo che le dimissioni non sono state date dalla Cancellieri ma che "Letta non gliele chieste ed è andata come è andata".

Anna Maria Cancellieri convince le Camere: "Mai chiesta scarcerazione di Ligresti". Dimissioni archiviate

Ascoltando la ricostruzione delle chiamate intercettate tra Anna Maria Cancellieri e la famiglia Ligresti, Renzi ha commentato che "non indigna la telefonata in cui si preoccupa di Giulia Ligresti, perché se riceve una segnalazione di un problema reale e si attiva per risolverlo, il problema non si pone". Piuttosto è la prima telefonata della ministra, quella in cui si scaglia contro i provvedimenti della magistratura nei confronti di Salvatore Ligresti e delle figlie Jonella e Giulia Maria: "Mi scandalizza che il ministro della giustizia dica alla compagna dell'arrestato, che non è giusto, che non va bene" commenta il rottamatore del Pd.

Giulia Ligresti fa shopping a Milano: paparazzata da Oggi nel mezzo della polemica su Cancellieri

Il discorso di Renzi si sposta poi sul rapporto tra politica e affari che emerge dal caso Cancellieri, con intrecci che finiscono per condizionare inevitabilmente la cosa pubblica: la famiglia Ligresti accusata del crac Fonsai, spiega Renzi, "usava la Fondiaria come bancomat per le spese della famiglia", il tutto nel "silenzio complice di tutte le istituzioni, la Consob stava in ferie, l'Isvap stava in ferie, alcuni gruppi editoriali perché non ne parlavano?". Renzi sottolinea anche l'inopportunità degli "stipendi milionari di vari manager: è inaccettabile che tu prenda cinque milioni anche se va bene, figurati se va male...".

Di fronte all'esito della questione, con la maggioranza che si è ricompattata intorno alla ministra, Renzi fa la sua valutazione, sostenendo che sarebbe stato meglio che "la Cancellieri, che probabilmente è una persona per bene, avesse capito che era il momento di dare un segnale e fare passo indietro". Ora però il Partito Democratico ha il dovere di "fare una solenne promessa, che la politica non è più succube di fronte alle regole del mondo dell'economia e agli interessi delle famiglie e degli amici degli amici (...) ma prova a fare un percorso in cui si ristabilisce il principio della legalità".

Dopo l'editoriale sul caso Cancellieri di Marco Travaglio, che ha riepilogato i fatti in modo decisamente critico riguardo alle responsabilità della Guardasigilli, Matteo Renzi non risponde però alla domanda del giornalista: "Se questa è la posizione di Renzi, perchè i renziani non hanno presentato la mozione di sfiducia per la Cancellieri con Movimento 5 Stelle e Sel?". Vaga la risposta del candidato alla segreteria del Pd: "Se la politica è subalterna agli intrecci di potere, puoi sfiduciare anche il Papa ma non cambia niente". Incalzato da Belpietro, Renzi precisa: "Se io fossi un parlamentare voterei per le dimissioni, ma poi è il gruppo che decide". Ed è Michele Santoro a far notare che a questo punto la vera prova del nove, dopo questa presa di posizione, è nel voto dei renziani: se in Parlamento votassero contro la mozione di sfiducia, la sfera d'influenza di Renzi ne risulterebbe inevitabilmente ridimensionata.

Video Matteo Renzi a Servizio Pubblico sul caso Cancellieri: "Epilogo inaccettabile"

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017