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Matteo Renzi apre a Forza Italia e M5S sulla legge elettorale. Ok da Berlusconi, Grillo: "Leader telecomandato"

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Offensiva a tutto campo del nuovo segretario democratico, impegnato in prima persona nella politica di rilancio del partito di maggioranza relativa in Parlamento, sul doppio binario delle riforme e dell’apertura della “fase due” del governo Letta.

Matteo Renzi detta l'agenda al governo di larghe intese

L’agenda di Renzi, lanciata già stamattina con una lunga intervista al Fatto Quotidiano contenente un importante appello all’indirizzo di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle, tiene banco da inizio giornata, suscitando reazioni di vario tipo dentro e fuori dall’arco costituzionale. Sono diverse le proposte tirate fuori dal cilindro dal sindaco di Firenze, tra tutte la trasformazione del Senato in una vera e propria Camera delle Autonomie a costo zero per lo Stato, ma al momento non sembra esserci un fronte ampio nelle aule parlamentari disposto a tradurre in atti concreti le idee esposte dal numero uno del Pd.

Scarso entusiasmo aveva raccolto, come previsto, la paventata conversione dell’assemblea di Palazzo Madama in una sorta di ente esponenziale delle istanze regionali, mentre un discorso a parte andrà fatto per la legge elettorale, terreno di confronto-scontro assai più concreto e impegnativo da qui ai prossimi mesi. Se infatti il superamento del bicameralismo perfetto ha poche chances di successo, a meno di improbabili intese trasversali in tempi brevi, meno proibitivo appare il quadro per una sostituzione del Porcellum con un meccanismo in grado di mettere d’accordo quantomeno i partiti maggiori, Forza Italia e Pd in primis.

Tre le ipotesi sul tavolo per ora: Mattarellum rafforzato da un premio di maggioranza, rimodulazione della legge elettorale dei Comuni con relativo doppio turno, modello spagnolo e mini-liste per collegi di ridotte dimensioni. Da verificare la disponibilità del centrodestra forzista, che per bocca del capo della coalizione Silvio Berlusconi ha manifestato una generica disponibilità alla riforma elettorale precisando l’intenzione di chiedere alcune modifiche come il cosiddetto “election day”.

Angelino Alfano, dal canto suo, ha assicurato la collaborazione del Ncd “pronto al lavoro per una legge da fare subito, sul modello dell’elezione dei Sindaci”, pur criticando gli accenni di Matteo Renzi alla materia dei diritti civili (coppie di fatto ed eliminazione della Bossi-Fini) in vista di un confronto parlamentare che si annuncia particolarmente delicato.

Tranchant, invece, lo stato maggiore del M5S, convinto della strumentalità delle proposte del segretario democratico, bollato testualmente come leader telecomandato che ripete a pappagallo le solite storielle”, suggeritegli (secondo la tesi dei penta stellati) da “ingnoranti mentalisti che nulla sanno del Pd e tantomeno del Movimento 5 Stelle.

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