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Matteo Renzi candidato premier? "Sono pronto, ma resto leale a Bersani e al Pd"

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Matteo Renzi resta "fedele alla ditta", ma si dice anche pronto a fare il premier "se ci fossero le condizioni". Dopo giorni passati in sordina, spronando il Pd a sfidare Grillo sul terreno dell'antipolitica ma anche rinunciando perfino ad intervenire alla direzione del partito, il sindaco di Firenze si fa avanti dalle pagine del settimanale L'espresso, nell'intervista in cui commenta l'attuale scenario politico e delinea le ipotesi futuribili.

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A pochi giorni dall'insediamento delle Camere, Renzi spiega che, in caso di un ritorno alle urne potrebbe presentarsi come candidato alla premiership per il centrosinistra. A domanda diretta sulla sua candidatura Renzi risponde ironico: "Pensavo di sì. Da quando ho letto che anche Fioroni mi appoggerebbe mi è venuto qualche dubbio...". Poi precisa: "Mettiamola così: se ci fossero le condizioni ci starei. Nonostante Fioroni. E senza Fioroni". Una dichiarazione d'intenti importante, che vorrebbe dire bypassare l'ostacolo delle primarie, perse da Renzi lo scorso dicembre nella sfida con il segretario Pd Bersani. Peraltro lo stesso Renzi non è rimasto a guardare e nel frattempo ha preparato un "Job act", un "innovativo" piano per il lavoro da presentare a breve.

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Secondo Renzi un governo Bersani difficilmente riuscirebbe ad ottenere la fiducia del Parlamento così come uscito dalle urne. L'esito più probabile di questa crisi politica è un ritorno al voto, magari dopo la riforma elettorale: "Credo che sarà una legislatura breve, mi auguro che almeno si riesca a scrivere una buona legge elettorale. Il mio modello è il sindaco d'Italia. Solo da noi il vincitore è oggetto di interpretazione: se alla Sistina si votasse con il Porcellum sarebbero eletti in quattro. E ora a venti giorni dal voto stiamo per infilarci nel rito nobile delle consultazioni. Ci mettono meno a fare il papa che il presidente della Camera!".

Il sindaco di Firenze appena una settimana fa aveva ribadito la sua fiducia al leader Pd Bersani e smentito le ricostruzioni di stampa che lo volevano proto a subentrare al segretario nella composizione del nuovo governo. Nell'intervista a L'Espresso, Renzi ci tiene a sottolineare che non ha alcuna intenzione di lasciare il partito: "Sono rimasto nel Pd e con Bersani non solo perché sono leale alla 'Ditta', ma anche perché penso che per l’Italia sia utile avere due grandi partiti: non possiamo continuare con l'idea che ognuno si fa il suo partitino".

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