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Matteo Renzi: "Ineleggibilità di Berlusconi? Non la voterei. Sono di sinistra: torniamo a vincere"

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Matteo Renzi, dalla sua Firenze, parla tanto al Pd quanto a Berlusconi: intervistato dal vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini e dal caporedattore della sezione politica del quotidiano Claudio Tito, il sindaco rottamatore è il protagonista dell'ultima giornata della festa Repubblica delle Idee, ospitata nella sua città. Renzi non ha paura di entrare a gamba tesa nel dibattito sui futuri equilibri del suo partito e del centrosinistra, così come ha le idee ben chiare sul governo Letta e su Berlusconi.

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Proprio ieri, ospite dell'iniziativa del quotidiano Repubblica, è arrivato a Firenze il premier Enrico Letta: con Renzi c'è stato un cordiale incontro di qualche ora, i dettagli non sono noti, ma il presidente del Consiglio ha ironizzato sulle tante richieste di fondi all'amministrazione da parte del sindaco. Oggi dal Salone dei Cinquecento tocca a Renzi farsi intervistare e spaziare dal Pd all'esecutivo di larghe intese. E per il premier ha solo complimenti: "Sono amico personale di Letta e lo stimo, lo ritengo una persona di grande competenza e sono solidale con lui, lui è proprio bravo. Lui deve governare con Brunetta e Schifani, io gli sono vicino. Io non avrei il suo equilibrio, non sarei capace. Letta è proprio bravo". Del loro incontro Renzi è rimasto "molto convinto". Non lo è altrettanto della validità del "modello di revisione costituzionale che il governo ha proposto": "Vedo fortissimo il rischio della "commissionite" - ha dichiarato Renzi - C'è bisogno di una commissione per capire che ci vuole una riforma elettorale?".

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Convinto che il Pd non possa giocare sulla difensiva nella formazione di governo e lasciarsi imporre l'agenda da Berlusconi, il rottamatore si è poi rivolto direttamente al neosegretario per affrontare il tema della leadership: "Caro Epifani, devi fissare la data del congresso. Non c'è il lascia e raddoppia, bisogna avere un congresso fissato". E memore delle strategie della nomenclatura per blindare le primarie di ottobre, Renzi ha messo le mani avanti: "Il 7 novembre del 2013 dobbiamo avere la data di un congresso nuovo. Epifani può decidere se fare le primarie aperte o il 27 ottobre o il 3 novembre. Poi noi decideremo se ci saremo.Stavolta non mi faccio fregare: prima facciano le regole, poi decidiamo se parteciperemo".

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Del Partito Democratico non cambierebbe il nome, nè ha intenzione di formare nuovi soggetti politici. E a chi gli ricorda che è percepito dal parte dell'elettorato come lontano dalla sinistra, Renzi risponde senza esitazioni: "Io mi sento profondamente ispirato, mi sento profondamente di sinistra (...) La sinistra sono i progressisti, la destra i conservatori. Il futuro per me è di sinistra mentre essere dalla parte del passato è di destra". Poi ha aggiunto: "I delusi del Pdl e della Lega portiamoli da noi, anche perché altrimenti li perdiamo". Per Renzi questo è un cavallo di battaglia, visto che ormai in ogni intervista ricorda di essere stato attaccato per aver cercato i voti degli elettori di centrodestra, ritrovandosi poi con un partito che dopo le elezioni ha scelto di governare proprio con Berlusconi. E sulla discussa partecipazione al programma di Maria De Filippi qualche settimana fa: "Ma io dico chiaramente: la mia partecipazione ad 'Amici' è stata giusta, doverosa e sacrosanta perchè ho parlato a milioni di giovani".

Ampio capitolo dedicato a Berlusconi: il sindaco di Firenze resta dell'idea che bisogna battere il centrodestra nelle urne e non liberarsi in sede parlamentare del suo leader. Per questo si dice contrario a votare a favore dell'ineleggibilità di Berlusconi, prevista da una legge del 1957 che impedisce ai titolari di concessioni pubbliche di sedere in Parlamento: "No, perché dovevamo farlo subito, 19 anni fa. Non è che dopo 19 anni che ti batte ti inventi il giochino per tenerlo fuori dal Parlamento (...) Vinceremo le elezioni quando decideremo di vincerle noi, non di squalificare gli altri. Berlusconi senatore a vita? E' un'ipotesi che non esiste, sarebbe una nomina incomprensibile. Il senatore a vita è uno che per meriti vari ha unito il Paese. Berlusconi è un combattente". E a tenerlo in vita, secondo Renzi, ci pensano anche alcuni avversari: "Il 99% dei magistrati lavora bene ma è sconfessato dagli atteggiamenti alla Ingroia: perde le elezioni, lo mandano a Aosta e si mette in ferie. Vi rendete conto che sono degli autentici spot per Berlusconi?".

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