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Matteo Renzi nell'Ice Bucket Challenge (video): il premier non è Obama e sposa la fiera della vanità

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L'aveva annunciato via Twitter attraverso il responsabile della comunicazione Pd Francesco Nicodemo, l'ha ribadito ai cronisti che l'hanno fermato durante un giro in bicicletta a Forte dei Marmi ("La faccio alle 18 e ve la metto su Twitter") e con scarsa puntualità è arrivata la doccia gelata per l'Ice Bucket Challenge di Matteo Renzi, che anche stavolta non ha perso l'occasione di accaparrarsi l'ennesima buona dose di esposizione mediatica.

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La causa è nobile, per carità, il modo in cui viene sposata forse un po' meno. Da quasi un mese la sfida a colpi di secchiate d'acqua gelata ideata per promuovere la raccolta fondi a sostegno della ricerca sulla SLA è diventata un fenomeno virale, con oltre 40 milioni di dollari raccolti negli ultimi 20 giorni dall'americana ALS Association. Questa settimana la moda è esplosa anche in Italia, a partire dalla clip di Laura Pausini che ha inaugurato una sfilza di sfide tra vip o presunti tali arrivata fino a Palazzo Chigi.

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La sfida, per quei pochi che ancora non lo sapessero, consiste nel gettarsi in testa dell'acqua ghiacciata ed invitare altri a fare lo stesso entro 24 ore, oppure a pagare un 'pegno' di 100 dollari da donare alla ricerca. In realtà anche chi accetta di girare un video col proprio gavettone dovrebbe fare la sua parte donando alle associazioni che lottano contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Gavettoni estivi, social network e solidarietà: un mix vincente che ha assunto però proporzioni così macroscopiche da sembrare ormai un'enorme fiera della vanità, che spesso fa scordare lo scopo benefico di partenza.

E poteva mai Matteo Renzi defilarsi? In teoria sì. Nominato da Fiorello, Tiziano Ferro, Jovanotti ed altri volti noti, il premier avrebbe potuto imitare il suo mito Barack Obama e declinare cortesemente l'invito: citato dalla vedova del senatore Ted Kennedy, il presidente degli Stati Uniti ha fatto sapere che avrebbe volentieri pagato il pegno di una donazione all'ALS Association. Ma Renzi non è Obama. Lui ha preferito fare come George W. Bush, ha accettato e pure rincarato la dose con un tocco tutto personale, lanciando l'hahstag #Renzinomina 24 ore prima che il suo video fosse online, per racimolare suggerimenti sulle nomination. Insomma, l'ennesima ottima operazione mediatica, perfettamente congeniata nei tempi e nei modi, di quelle a cui ci ha abituato negli anni della sua vertiginosa ascesa politica.

Ed eccolo alle prese con la sua Ice Bucket Challenge in quel di Forte dei Marmi, dove soggiorna con la famiglia nel lusssuoso hotel Villa Roma Imperiale (1000 euro a notte, fa sapere Il Fatto Quotidiano), mentre le agenzie ci informano solerti che si "sveglia di buon mattino", con una "colazione" seguita da "lettura dei giornali e lavoro (...) con telefono e iPad". Il suo guanto di sfida, per rimanere in tema di media, è per tutti i direttori di giornali e tg italiani, oltre che per Roberto Baggio e un amico medico che si occupa proprio di malattie neurodegenerative. Nel video Renzi ricorda anche Stefano Borgonovo, calciatore fiorentino vittima della SLA: la sua donazione sarà destinata alla Onlus a lui intitolata.

Prevedibilmente, su Twitter i commenti si sprecano. Certo, c'è chi apprezza la capacità del leader Pd di non prendersi troppo sul serio. Forse ha ragione il noto sociologo Luca Ricolfi quando sostiene che Matteo Renzi ha fatto scoprire agli elettori che anche i leader di sinistra possono avere la dote della "simpatia". Ma con la paventata manovra finanziaria, l'idea di un prelievo sulle pensioni e l'incubo di nuove tasse (ipotesi tutte smentite dal premier in persona), sono in molti a temere che l'unica vera vera doccia gelata sia quella che attende gli italiani quest'autunno.

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