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Matteo Renzi su Twitter: "Berlusconi, il primo da rottamare"

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Silvio Berlusconi? "Se vinciamo noi è il primo rottamato". La risposta di Matteo Renzi all''investitura' del Cavaliere non si è fatta attendere e così, dopo che l'ex premier nell'intervista rilasciata ieri ad Alessandro Sallusti ha detto di lui: "Porta avanti le nostre idee sotto le insegne del Pd", il sindaco di Firenze ha deciso di dare una risposta che sgombri il campo una volta per tutte da insinuazioni e facile battute.

Berlusconi intervistato da Sallusti, pro Renzi

Perché gli 'auguri' di Berlusconi sono una trappola e Renzi lo sa bene. Basti pensare a com'è stato introdotto ieri alla Festa Democratica di Firenze da Massimo Gramellini: "La prima notizia è che Renzi sta a sinistra" ha detto infatti il giornalista. Un vero e proprio tormentone quello sulle idee politiche del sindaco, fin troppe volte accostate al programma dello schieramento opposto a quello in cui milita.

E allora, ecco arrivare la smentita tramite Twitter: "Berlusconi sa che se vinciamo noi, lui è il primo rottamato. Normale dunque che faccia il tifo per Bersani o Vendola. Ma noi vinciamo lo stesso". Una chiara dichiarazione d'intenti, con anche frecciata al vetriolo per gli avversari politici, nei confronti dei quali Renzi ha finalmente deciso di smettere il buonismo adottato all'inizio della sua campagna per le primarie.

Matteo Renzi e Walter Veltroni alla Festa Democratica di Firenze

Concetto anticipato sul palco della Festa Democratica fiorentina, durante il dibattito con Walter Veltroni: "Berlusconi è il passato di questo paese, venga a Firenze se vuole parlare delle nostre idee. Venga a vedere il piano strutturale a volumi zero, lui che ha fatto fortuna con gli immobili, venga a vedere la giunta con metà donne, lui che delle donne ha un'immagine particolare. Io però mi immagino un futuro dove non c'è Berlusconi". Anche se, nel rispondere all'ex segretario del partito, Renzi ribadisce ancora una volta: "Oggi c'è bisogno di un passaggio di frattura e un gruppo dirigente deve farsi da parte", perché "si cambia nome ma senza innovazione", concludendo: "caro Walter, affermare oggi che serve una pagina nuova non è in contraddizione con quello detto quando eri segretario".

Parole che però non sono piaciute a Veltroni, almeno nella forma: "Matteo devi riflettere sui toni: il concetto che hai espresso è già abbastanza chiaro. Altra cosa è dare dei giudizi personali. Non dare l'impressione di non avere stima per persone che nella loro vita hanno lavorato onestamente e hanno contribuito a portare il centrosinistra al governo", con 'consiglio' finale da parte della vecchia guardia alla nuova: "Non usare la balla del papello con i posti già assegnati. Perché questo significa solo prestare il fianco a chi ha solo l’interesse di spaccare il partito".

Matteo Renzi e le parodie sul web

Messaggio recepito? Sui 'colleghi' di schieramento Renzi non si è più espresso, ma a La7, al giornalista che gli chiedeva cosa pensa del governo Monti, ha risposto: "Cosa terrei del governo Monti se diventassi premier? L'autorevolezza e la serietà unita al prestigio internazionale. Anche se dopo il governo Berlusconi pure un esecutivo guidato dal pulcino Pio avrebbe avuto più autorevolezza". Perché sia chiaro che l'ex premier non è il suo modello nè il suo mentore.

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