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Mattia Cacciatori, fotoreporter italiano fermato a Istanbul

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Dopo il caso di Daniele Stefanini, il fotografo livornese ferito durante gli scontri a piazza Taksim e arrestato dalle forze dell'ordine turche, è di oggi la notizia che un altro fotoreporter italiano originario di San Giovanni Lupatoto (Verona), Mattia Cacciatori, è stato "fermato e portato al posto di polizia ad Istanbul, mentre stava filmando la manifestazione di Gezy park e le cariche della polizia". A rendere noto il fatto è il sito di Articolo 21, tramite il portavoce dell'Associazione, Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21.

Mattia Cacciatori, le foto da Facebook

"Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza contro un cronista che cerca di documentare quanto sta accadendo in quel paese e di informare le pubblica opinione italiana, e non solo", ha dichiarato Giulietti, aggiungendo: "Chiunque abbia a cuore la libertà di informazione deve far sentire la voce per chiedere la immediata liberazione di questo giovane autore che, peraltro, ha scelto di dedicare la sua vita alla illuminazione dei mondi oscurati e censurati".

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La vicenda è seguita da vicino da RaiNews 24, che sul proprio sito scrive che "fonti della Farnesina hanno confermato all'Adnkronos il fermo del fotoreporter italiano Mattia Cacciatori a Istanbul", aggiungendo che l'unità di crisi del Ministero degli Esteri è in contatto costante con le autorità locali e il consolato italiano con il giornalista.

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"Mi hanno arrestato, sono sul furgone insieme ad altre persone, arrestate anche loro, e mi stanno portando nella stazione centrale di Aksaray", ha scritto ieri in un messaggio Mattia, secondo quanto riporta il quotidiano veronese L'Arena, che ha raccolto anche l'angoscia dei genitori per il figlio, 24 anni e una laurea in Cooperazione allo sviluppo, con una lunga esperienza in zone di conflitto. In base alle ultime notizie arrivate alla famiglia, il giovane - partito per Istanbul lo scorso 22 giugno - ieri sera era nella sede della questura centrale, a Vatan.

Dopo giorni di tregua apparente, la tensione in Turchia è riesplosa all'improvviso ieri, quando migliaia di persone hanno cercato di entrare in Gezi Park, chiuso lo scorso 16 giugno dalle autorità a la cui riapertura al pubblico era prevista per oggi. Secondo i media locali vi sarebbero stati nuovi scontri, con 59 arrestati e un numero imprecisato di feriti. Tra di loro vi sarebbero anche 12 giornalisti.

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