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Maurizio Crozza a Ballarò sulla decadenza di Berlusconi: "Con le nuove carte ha chiarito: merita l'ergastolo"

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di Claudia Gagliardi

Tra poche ore il voto del Senato sancirà la decadenza da parlamentare di Silvio Berlusconi ai sensi della legge Severino, dopo la condanna a quattro anni di carcere e a due di interdizione dai pubblici uffici nel processo sui diritti tv Mediaset. La copertina di Maurizio Crozza non poteva non cominciare con quello che mercoledì 27 novembre sarà il fatto del giorno, l'uscita del Cavaliere dal Senato, con la conseguente perdita dello scudo parlamentare e dunque la possibilità di essere raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare in uno dei procedimenti giudiziari a suo carico (dal Ruby-ter a Milano alla compravendita dei senatori a Napoli). Ed ecco che Maurizio Crozza apre la puntata di Ballarò di martedì 26 novembre proprio con la sua parodia del Cavaliere, intento a sparare le ultime cartucce alla vigilia del giorno della verità.

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Crozza-Berlusconi mostra le famose 'carte americane' che servirebbero a scagionarlo dall'accusa di frode fiscale, con i 12 testimoni che il Cavaliere intende citare nella richiesta di revisione del processo che presenterà al Tribunale di Brescia. Tra i suoi assi nella manica ci sono "Mr. Bean e Mr. Magoo", ma anche la "signora Appleby, che non conosco personalmente. Per ora". Tornato nei propri panni, Crozza commenta a modo suo l'ultima trovata del Cavaliere annunciata in conferenza stampa: "Per me, il caso è chiuso. Con delle carte così, ha chiarito: è chiaro che merita l’ergastolo". Certo i tempismo è sospetto: "Ma adesso si svegliano i supertestimoni? Dopo 3 gradi di giudizio e 9 anni, le carte dall’America arrivano adesso: sarà mica colpa delle poste?".

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Maurizio Crozza si spinge a chiedere di salvare Silvio Berlusconi: "Vi prego, non facciamolo decadere. Uno così bisogna tenerselo stretto, ci rappresenta alla perfezione: l'Unesco dovrebbero dichiaralo patrimonio... dell’immunità". In studio a Ballarò c'è il leader dell'Udc Pierferdinando Casini, secondo cui la decisione dell'Aula sulla decadenza poteva essere rinviata in attesa che arrivasse la conferma dell'interdizione dai pubblici uffici sgravando il Senato da questa incombenza: "Lei è l'unico che ha cambiato idea e ha chiesto di rimandare il voto. Fa bene: dopo falchi e colombe, ci voleva il salto della quaglia". E sempre a Casini: "Lei ha fondato la Nave Popolare: non crede che più che una virata a destra in stile Andreotti, sia un inchino in stile Schettino?".

Nelle ore cruciali per il suo destino politico e personale, Silvio Berlusconi ha incontrato l'amico Vladimir Putin, il cui arrivo in Italia in queste ore ha scatenato le ipotesi più fantasiose su una possibile fuga del Cavaliere in Russia o qualche altro escamotage che coinvolgesse il Presidente russo: "Ieri sera erano a cena a casa sua: hanno fatto le prove per vedere se Silvio riusciva ad entrare nella valigia. Alla fine delle cena Putin s’è sentito leccare le caviglie ed ha detto: ma non finiamo prima il dolce? Ma, era solo Dudù...".

Copertina di Maurizio Crozza a Ballarò nella puntata di martedì 26 novembre 2013

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