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Maurizio Crozza a Ballarò sulle espulsioni M5S: "Dicevano 'tutti a casa', danno il buon esempio"

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di Claudia Gagliardi

Copertina a 360 gradi per Maurizio Crozza, che nel suo consueto intervento satirico in apertura di Ballarò, nella puntata di martedì 18 giugno 2013, ha rivolto lo sguardo sull'intero scenario politico nazionale. Battute a raffica passando dai problemi del governo Letta alle prese con le misure per la crescita fino alle ultime vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi, senza dimenticare le divisioni interne al Movimmento 5 Stelle con relative minacce di espulsione per i dissidenti e il Pd tutto orientato al prossimo Congresso e l'elezione del nuovo segretario con le primarie di partito.

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Tanto materiale per Crozza, che parte dal nuovo decreto del governo per la crescita, il cosiddetto "decreto del fare" i cui benefici però suonano un po' come una presa in giro: "Col nuovo decreto del governo le famiglie risparmieranno 5 euro l'anno sulle bollette: praticamente due crodini, ma senza arachidi (...) Al posto dello ius soli si sono contentrati su sta gran sòla". A questo punto, suggerisce Crozza, per il decreto si poteva trovare un nome che identificasse meglio lo stato di cose attuale, ovvero l'assenza di risorse nelle casse dello Stato: "Decreto del fare, un nome che sembra un anatama del signore degli anelli: 'Frodo, come ti chiami di cognome? 'Il fisco'. (...) Piuttosto chiamatelo decreto del farei, o decretino del cazzo, fa anche più simpatia". Mentre per gli altri temi sul tavolo, Crozza propone un nome ancor più evocativo: "Su Iva e Imu si potrebbe fare il decreto del farfugliare: metà dei ministri dice che non ci sono soldi e l'altra metà dice che si devono trovare".

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Uno dei protagonisti delle ultime ore è stato certamente Silvio Berlusconi, tornato a parlare in pubblico dopo una settimana di silenzio in seguito alla batosta elettorale nelle amministrative. La sua ultima trovata è il suggerimento al premier Letta di sforare del 3% il rapporto deficit/pil in barba agli accordi con l'Unione europea: "Per lui il rapporto col pil è sempre stato un po problematico - scherza Crozza - appena vede un po' di pil perde la testa". E per non farsi mancare nulla, Berlusconi sarebbe pure finito nel mirino della giustizia irlandese, indagato per riciclaggio ed evasione fiscale: "Ma io non ci credo, conoscendolo... sarebbe assurdo" ironizza Crozza. Che sulle peripezie giudiziarie del Cavaliere ha una sua tesi: "Ora che c'è il G8 in Irlanda, pur di esserci si fa indagare anche lì".

Altro partito, altre difficoltà. Il Movimento 5 Stelle deve fare i conti con i dissedenti, il cui numero sembra in continua crescita: "Ce ne sono più lì che nella Russia degli anni '60: chi non è d'accordo col Movimento sarà seppellito vivo nei vaffangulag". E a Gianni Cuperlo, dalemiano del Pd, Crozza fa notare: "Con regole così nel Partito democratico non ci sarebbe più nessuno". Il comico però elogia a suo modo la coerenza dei grillini: "Per essere un Movimento entrato in Parlamento al grido di 'Tutti a casa', il buon esempio lo sta dando".

E spesso a creare difficoltà ai partiti sono proprio i loro stessi leader, come ricorda Crozza: "Grillo è il megafono del Movimento 5 Stelle, Berlusconi quello del Pdl, Epifani ci prova a fare il megafono ma lo tengono al contrario... e poi le batterie ce le ha Renzi". Finale in musica sul Pd alle prese con il Congresso e le regole per le primarie: Crozza intona Alla fiera dell'est dedicandola alla scelta del segretario dei democratici.

Video Maurizio Crozza a Ballarò: copertina di martedì 18 giugno 2013

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