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Maurizio Crozza a DiMartedì è Sergio Marchionne: "Jobs Act? Grazie Renzi, lo stimo quanto l'Audi"

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Maurizio Crozza è stato un esilarante Sergio Marchionne nella introduzione della nuova puntata de "Di Martedì", il programma de La7 condotto da Giovanni Floris, che questa sera ha visto fra gli ospiti anche la Presidente della Camera Laura Boldrini.

GRAZIE RENZI - Crozza-Marchionne ha ringraziato vivamente il Premier. "Non gli avrei dato un soldo di cacio e invece Renzi ce l'ha fatta! E' un mito! Dopo il Jobs Act Lo stimo quanto l'Audi! Sa quanto risparmio per ogni lavoratore assunto? 8mila euro! A Termini Imerese ne ho presi 24mila, ma non mi fermerò qui. A questo punto assumo tutti, anche gli orsi marsicani.".

FLORIS - "Ma lei, Floris, cosa sa fare? Il giornalista? Quindi nulla, ma non è un problema, la assumo comunque. Le porto una tuta da lavoro, domattina si presenti alle 7 ed inizi".

Già, ma cosa accadrà fra tre anni, quando le agevolazioni finiranno? Il Marchionne griffato Crozza ha già pronta la soluzione: "Semplice, licenzio tutti. Tutti tranne uno, io, ovvio. Il Jobs Act è fantastico. Dai tempi di Kunta Kinte che gli imprenditori non erano così felici".

Smessi i panni di Marchionne, Crozza ha attaccato con l'imitazione di Matteo Renzi: "Il termine Comando non è una parolaccia, significa Servizio. Il servizio è in fondo a destra.A destra ci siamo, al fondo ci arriveremo presto!". Finale dedicato all'ex premier Silvio Berlusconi. "L'Academy ha premiato con quattro Oscar "Birdman", anche il nostro uomo uccello è ritornato in primo piano".

BOLDRINI - La Presidente della Camera ha definito Matteo Renzi un Fausto Coppi 2.0, ovvero "Un uomo solo al comando". "In quella occasione ho solo espresso un parere e non credo che il presidente del consiglio se la sia presa a male. Quanto al Jobs Act, sarebbe stato giusto che il Premier prendesse in considerazione il parere delle Commissioni".

COFFERATI - Sull'operato di Renzi, molto caustico è stato il parere dell'ex Segretario generale della CGIL, Sergio Cofferati. "Sin qui è stato molto deludente", di parere opposto Luigi Abete, numero uno della Banca Nazionale del Lavoro: "Il Jobs Act introduce elementi di novità. Le imprese avranno maggiori facoltà di recesso, verrà favorito il passaggio ai contratti a tempo indeterminato", pronta la replica di Cofferati: "Lei apprezza il fatto che ai lavoratori vengano tolti diritti?".

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