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Maurizio Crozza a DiMartedì: "Renzi come Ceaucescu"

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Maurizio Crozza non si smentisce e regala una nuova, esilarante, copertina de DiMartdì, il programma de La7 condotto da Giovanni Floris. Nel mirino del comico genovese è finito, come spesso capita, il presidente del consiglio Matteo Renzi.

Crozza ha aspramente criticato la legge elettorale. Secondo il comico, l'Italicum è una legge che non sarebbe stata promulgata neanche da Nicolae Ceaucescu, ex dittatore della Romania, giustiziato nel dicembre del 1989.

Passaggio anche su Matteo Orfini, il sosia di Billy Cristal. Orfini ha definito 'pippe' gli ex ministro del governo Monti. "Forse si riferiva alla Fornero. Incredibile. Pippa una che ha fatto 700 milioni di euro di danni al mese. A furia di pippe siam diventati ciechi...".

Maurizio Crozza imita Renzi e canta 'Magnifico'

Tra gli argomenti trattati anche Expo. Crozza ha cantato l'inno di Mameli imitando Renzi. "Siam pronti alla morte l'Italia twittò". Canta il premieri, che in occasione dell'inaugurazione dell'esposizione universale di Milano ha fatto cambiare un verso dell'inno. "D'altronde lui ha via libera. Non deve dar conto a Bersani, figuriamoci a Mameli".

All'inizio della puntata c'è stato anche l'intervento di Ferruccio De Bortoli. L'ex direttore del Corriere della Sera, ha dichiarato di escludere l'appartenenza di Matteo Renzi alla Massoneria.

Duro il commento di De Bortoli, quando gli si chiede se Renzi sia, o meno, un maleducato di talento. "E' un decisionista che non ha molto rispetto per le Istituzioni. Se le stesse cose le avesse fatte Berlusconi, la gente sarebbe scesa in piazza".

Per De Bortoli, inoltre, Renzi non ha molto feeling con le istituzioni democratiche e non perde occasione per dimostrarlo. "Mi ha mandato degli sms molto critici quando il mio giornale si è permesso di criticarlo".

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