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Maurizio Gasparri indagato per peculato. Lui si difende su Twitter: "Ho agito nell'interesse del Pdl"

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Reagisce vigorosamente dal profilo Twitter personale, Maurizio Gasparri, dopo la pubblicazione della notizia relativa alle indagini in corso nei suoi confronti a Roma con l’accusa di peculato. Il senatore di Forza Italia, secondo quanto emerge dalle carte dell’inchiesta della procura capitolina, si sarebbe impossessato per un periodo prolungato della somma di 600 mila euro destinata al gruppo parlamentare del Pdl nel marzo del 2012.

Maurizio Gasparri litiga pubblicamente con un utente di Twitter

Per il politico romano, stupito e amareggiato dall’avviso recapitatogli dai magistrati competenti, la vicenda sarebbe stata già chiarita a suo tempo nelle sedi competenti: “Sapere che, nonostante gli elementi forniti, non ci sia stata archiviazione ma vengano avviate ulteriori procedure mi provoca grande turbamento, ha reso noto Gasparri attraverso uno dei tweet pubblicati a stretto giro di posta in mattinata.

Il fulmine a ciel sereno ha fatto saltare i nervi al parlamentare di centrodestra, adesso nell’occhio del ciclone per via dell’imbarazzante capo d’imputazione piovutogli addosso. In un altro cinguettio messo in rete a breve distanza dai primi commenti alla news del giorno, l’ex dirigente di Alleanza Nazionale si è difeso precisando (con tanto di punti esclamativi in chiusura) che tale operazione gli sarebbe stata “proposta dalla banca, la Bnl, che ha i suoi uffici in Senato”, ragion per cui “ogni euro è stato utilizzato per le finalità del gruppo”.

Punto controverso del caso, la restituzione dei soldi prelevati dal conto corrente riservato al Popolo della Libertà, in effetti avvenuta con due distinti versamenti di circa 300mila euro l’uno, ma con un ritardo di un anno che ha indotto gli inquirenti a sospettare della condotta dell’indagato. Da qui l’ipotesi del peculato, per il possibile utilizzo improprio del denaro gestito dalla forza politica di appartenenza del capogruppo forzista a Palazzo Madama, attività terminata solo con l’intervento della direzione amministrativa nazionale del Pdl, evidentemente accortasi dell’anomalia dopo diversi mesi di black out.

“Appena esaminerò la documentazione specifica, chiarirò tutto, ha aggiunto Maurizio Gasparri, convinto di aver sempre operato con “linearità e correttezza” e per questo motivo fiducioso in una positiva conclusione dell’iter giudiziario.

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