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Michaela Biancofiore alle Pari Opportunità, gay e Pd protestano: "E' omofoba". Lei: "Io discriminata"

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La nomina di Michaela Biancofiore a Sottosegretario alle Pari Opportunità, dove affiancherà la neoministra Josefa Idem, non è piaciuta (quasi) a nessuno. La pasionaria del Pdl ha incassato i complimenti e gli elogi del suo partito, certo, ma le sue posizioni sull'omosessualità e i diritti civili hanno scatenato proteste durissime tra gli stessi alleati del governo Letta e nel mondo gay.

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La sua scalata da record alla politica nazionale l'ha vista passare dal consiglio provinciale di Bolzano al Parlamento fino ad un ministero nel giro di otto anni. Fedelissima del Cavaliere ("Sono una kamikaze imbottita di tritolo berlusconiano puro") da arrivare al punto di definirsene "innamorata, politicamente parlando" e perfino di proporre Berlusconi alla Presidenza della Repubblica, la sua devozione al Capo non è passata inosservata. Così come le sue dichiarazioni recenti che hanno suscitato la reazione delle associazioni per i diritti gay e non solo. Oggi, quelle frasi, suonano come una beffa.

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A far discutere sono soprattutto le parole pronunciate a Klauscondicio, il talk show di Klaus Davi in onda su Youtube: "Sono dell'opinione che le unioni gay non siano assolutamente una priorità per gli italiani - disse la Biancofiore lo scorso gennaio - Purtroppo qualcuno nasce con una natura diversa, tra l’altro una natura che non ti fa avere una vita facile. Sono persone che considero al pari di me. Non c’è solo l’eterosessualità, ma anche una sessualità diversa, che oggi, purtroppo, è estremamente comune. Ribadisco il mio no ai matrimoni gay". E poi le sue teorie sulla transessualità: "Chi va con i trans ha seri problemi di posizionamento sessuale. Capisco i trans che si operano, ma non vedo perché si dovrebbe consentire un matrimonio tra un 'uomo uomo' e un uomo che vuole sembrare donna e mantiene l’organo maschile'. Lo apprezzerei piuttosto se facesse l'operazione". Al programma radiofonico La Zanzara affrontò invece il tema delle adozioni da parte delle coppie omosessuali dichiarandosi assolutamente contraria: "Non è una cosa normale, cresceranno in maniera strana (...) Di solito come Elton John i padri gay sono persone eccentriche, i bambini non possono crescere bene". Frasi che non sono proprio il biglietto da visita auspicabile per un sottosegretario alle Pari Opportunità.

Ma un posto nel nuovo governo la Biancofiore se lo aspettava già da tempo, se prima che fosse presentata la lista di ministri dell'esecutivo di larghe intese aveva perfino fatto autopromozione: "Non per essere presuntuosa, ma dato che Letta chiede persone fresche e rinnovate, si dovrebbe partire da me che sono pulita, coraggiosa, figlia di un uomo di giustizia". E l'incarico è arrivato con l'infornata di 40 tra viceministri e sottosegretari, ma le associazioni gay, i partiti dell'opposizione e lo stesso Pd non l'hanno presa bene.

Alessandro Zan, deputato Sel ed esponente movimento gay, ha espresso non poche riserve sulla sua nomina: "C'è da chiedersi quale sarà la politica di Michaela Biancofiore sui gay. La neo sottosegretaria alle pari opportunità fedelissima di Berlusconi sembra una scelta infelice per un dicastero a cui sono demandate anche scelte politiche sul fronte dei diritti gay". Sulla stessa linea anche Ivan Scalfarotto del Pd: "La nomina di Michaela Biancofiore mi ha preso in notevole contropiede e ha esaurito rapidamente la soddisfazione per la scelta di Josefa Idem al corrispondente incarico ministeriale". Sempre tra i democratici, si fa sentire anche Anna Paola Concia, membro della Direzione nazionale del Partito Democratico ed ex parlamentare: "Dopo aver appreso la notizia, mi sono immediatamente sentita un piccolo dalmata. La sua nomina mi ha fatto infatti pensare a Crudelia De Mon messa come guardiana dell'allevamento dei cuccioli di dalmata" ha dichiarato la Concia, che si è sposata in Germania con la sua compagna e ha sempre combattuto per i diritti gay.

Molto più duri i toni delle associazioni in difesa dei diritti GLBT. Enrico Oliari, presidente di GayLib, spara a zero sulla Biancofiore: "Sarebbe come dare il premio per l'emancipazione a Khamenei o il Nobel per la Pace a Kim Jong-un". Stefano Ciccone dell'Associazione maschile plurale, che rappresenta uomini gay ed eterosessuali, ha rincarato la dose definendo la Biancofiore un'omofoba: "Non è possibile che per un ruolo come quello che punta a combattere le discriminazioni si sia scelta invece una persona dichiaratamente omofoba. Anche perché risulta evidente quanto il berlusconismo sia un mix di moralismo, conformismo ed ipocrisia che esclude chi non aderisce al modello condiviso. Il problema riguarda tutti anche gli eterosessuali". Anche Arcigay che definisce la scelta della Biancofiore "un insulto": "Francamente ci sfugge l'idoneità della nomina a sottosegretario alle Pari opportunità di una suffragetta dell'omo-transfobia".

Dal canto suo la Biancofiore è convinta di poter svolgere benissimo il proprio incarico e chiede di essere valutata nel merito della sua azione di governo. Non si rivede nell'etichetta di "omofoba" e si definisce "oggetto di una discriminazione preventiva, ingiustificata, fondata su presunte dichiarazioni fuori contesto e malamente estrapolate". Attacchi che non sono certamente "il modo migliore per cominciare ad occuparmi, come sottosegretario, di pari opportunità". In un sms all'Huffington Post scirve: "Non ho nulla da controbattere a coloro che mi criticano. Le associazioni gay non mi conoscono e quindi prima vedano i fatti. Quanto a Oliari è un ex Msi/An appartenente alla corrente del mio peggior avversario politico".

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