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Michaela Biancofiore, dimissioni accettate da Letta: "Io unica del Pdl: è mobbing" e annuncia conferenza stampa

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Michaela Biancofiore dimissionata 'a sua insaputa'. L'amazzone di Silvio Berlusconi è stata infatti l'unica di tutto il gruppo del Pdl per la quale Enrico Letta ha deciso di accettare la remissione del mandato parlamentare. Un piccolo giallo che ha tenuto banco per tutto il we e che nonostante la spiegazione data dal premier durante un'intervista a Sky Tg24 non sembra ancora risolto.

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Per capire che cosa è successo, bisogna fare un passo indietro, per la precisione a sabato, quando l'ormai ex sottosegretario alla Pubblica Amministrazione in un colloquio con il quotidiano Il Messaggero racconta di avere appreso dai giornali di essere fuori dal governo. "Sono furibonda, ma voglio verificare la notizia, prima di commentare. A me nessuno ha comunicato alcunché", dice Biancofiore, aggiungendo che "non è possibile" e che "sarebbe un incredibile autogol di Letta". "Rifiuta le dimissioni di tutti i ministri e non le mie?", domanda polemicamente la fedelissima del Cavaliere, commentando amaramente: "Certo, questi qui non brillano per cortesia ed educazione, avrei cose da raccontare sugli sgarbi e le scortesie di questi mesi di governo. Ma almeno una telefonata potevano farmela".

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La telefonata di Letta però non è arrivata e allora è stata Biancofiore a chiamare Renato Schifani e Angelino Alfano. E se il primo avrebbe risposto: "Non ci credo, non è possibile. Ora verifico", il vicepremier invece non si sarebbe fatto trovare. Solo una conicidenza oppure un altro segnale? Del resto, Biancofiore è a tutti gli effetti un falco del Pdl e il segretario avrebbe solo da guadagnarci a non doverla più gestire nell'esecutivo, dove - peraltro - è stata eletta dietro fortissima pressione di Berlusconi.

Comunque, la 'stravaganza' - a volerla chiamare così - c'è ed è innegabile. L'altro sottosegretario dimissionario del Pdl che ha seguito il diktat del Cavaliere, ovvero Simona Vicari, è infatti ancora al suo posto. E allora come mai Biancofiore no? La diretta interessata ha una sua ipotesi e chiede se non sia "una epurazione frutto di una precisa scelta politica di mobbing che nulla ha a che vedere, con tutta evidenza, con l'unità del partito da più parti evocata", dal momento che "i ministri non hanno ritirato le dimissioni, ma sono state respinte dallo stesso Letta. Cosa da lui confermata anche per i sottosegretari nel corso delle dichiarazioni sul voto di fiducia nell'aula della Camera dei Deputati", ma la risposta di Palazzo Chigi è laconica. A proposito della 'disparità' di trattamento, infatti, la spiegazione è che Vicari "ha fatto sapere che avrebbe preferito ritirarle" e dunque, "evidentemente, le valutazioni sono state diverse". "Le dimissioni di Biancofiore sono state accettate. Quelle dei ministri no. Di più non c'è da sapere", è la conclusione.

Conclusione ribadita ieri da Enrico Letta durante un'intervista a Maria Latella a Sky Tg24: "Ho accettato le dimissioni del sottosegretario Biancofiore perché dopo che i ministri le avevano ritirate lei le ha mantenute", ha spiegato il premier, aggiungendo di averle quindi "accettate per far capire che sono cambiate le cose". Dunque un atto di forza nei confronti di tutti coloro che dentro e fuori dal governo remano contro la tenuta dello stesso, sul quale per il Presidente del Consiglio non c'è più nulla da dire... Almeno fino alla prossima puntata. Secondo le ultime notizie, infatti, Biancofiore ieri ha promesso: "Rilascerò ogni commento nel corso della conferenza stampa che intendo indire per martedì prossimo a Roma". Stay tuned...

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