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Michaela Biancofiore per Berlusconi, ricorso a Corte Europea dei Diritti: "Pronta a farlo"

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Michaela Biancofiore, quella del "sono una kamikaze imbottita di tritolo berlusconiano puro", deve aver capito che in certi casi e in taluni contesti la violenza non serve e così per difendere Silvio Berlusconi dall'ultimo attacco sferrato contro di lui dalla Consulta ha deciso di percorrere la strada della diplomazia, rivolgendosi nientemeno che alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

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"Ieri è venuto meno il principio cardine della democrazia ovvero la leale collaborazione tra poteri", ha tuonato l'amazzone del Cavaliere durante la puntata odierna di Citofonare Adinolfi, su Radio Ies, dichiarando: "Farò ricorso personale, se il Presidente mi darà il via libera, alla Corte dei Diritti Europea affinché possa avere un giusto processo". Per il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, infatti, la decisione della Corte Costituzionale è il risultato lampante di una giustizia di parte: "Non è pensabile che i magistrati vengano nominati dalla politica, soprattutto quelli delle alte cariche, o che ci sia una magistratura rappresentata da correnti politiche".

Se da un lato dunque c'era una minima speranza che "la Consulta si distinguesse dall'accanimento contra personam portato avanti da anni ai danni del leader di centro destra", dall'altro lei e il resto dei colleghi del Pdl dava "per scontato il respingimento". "Berlusconi è innocente, lo sanno tutti gli italiani", ha continuato Biancofiore, dicendo di confidare che "il giudice di ultima istanza non possa che scagionare completamente l'ex premier", dal momento che "il fatto non sussiste".

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In attesa di sapere se il Cavaliere le darà il via libera a procedere, la sottosegretario ha lanciato un 'avvertimento' a Enrico Letta: "Continuiamo a mantenere nervi saldi per responsabilità nei confronti del Paese", ha affermato infatti Biancofiore, aggiungendo che comunque il Presidente del Consiglio "non può dormire sonni tranquilli". Non però a causa del centrodestra: "E' evidente che nell'alveo del centrosinistra, che già due mesi fa era convinto di aver vinto le elezioni, c'è un fuoco amico", ha detto sibillinamente - ma neppure troppo - la deputata del Pdl, lasciando intendere che dall'altra parte c'è qualcuno che lavora per scavare la terra da sotto all'esecutivo, dal momento che la 'salvezza' di Berlusconi era (è?) la condizione mai dichiarata ma nota a tutti per la sopravvivenza del governo.

Ad ogni modo, almeno per il momento, l'alleanza sembra tenere, anche se, come riporta Huffington Post, per un Cavaliere che ufficialmente fa buon viso a cattivo gioco, in privato ce ne sarebbe un altro pronto ad alzare "il tiro su tutto: Imu, Iva. Su tutto, a costo di rompere", come avrebbe detto durante il vertice di questa notte a Palazzo Grazioli.

Di sicuro, il 'nodo-giustizia' resta uno dei più caldi. Biancofiore, infatti, durante l'intervista ha parlato di "un reticolo di magistrati" che ha "fondato un partito politico ideale, che è andato oltre ogni morale pubblica", portando ad esempio i "molti" che si sono dati alla politica, facendo della "loro toga la loro forza", e ribadendo la necessità di "un referendum sulla giustizia giusta che forse avremmo dovuto fare qualche anno fa". "Da parte del governo, o meglio dal Presidente Letta, ci vorrebbe un segnale forte: se fossi in lui porrei all'ordine del giorno la riforma della giustizia, metterei il Parlamento davanti alla responsabilità di evitare che vi sia la subalternità della politica ad un organo dello Stato", ha concluso quindi Biancofiore, lanciando un segnale che qualche preoccupazione al premier - che ostenta sicurezza sulla 'fedeltà' dell'alleato - forse dovrebbe darla.

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