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Michele Emiliano e lo striscione di bentornato a Berlusconi: il Sindaco di Bari tra polemiche e satira

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Ha scatenato polemiche bipartisan lo striscione esposto sulla facciata del Comune di Bari dal sindaco Michele Emiliano in occasione della manifestazione del Pdl in piazza della Libertà. "Caro Silvio, bentornato a Bari", firmato "il sindaco". Recita così il messaggio che ha fatto infuriare i baresi antiberlusconiani, che hanno letteralmente sommerso la pagina Facebook di critiche ed insulti. Mentre su Twitter la stragrande maggioranza dei commenti ha sottolineato il sarcasmo del sindaco, in grado di rubare la scena a Berlusconi e fa parlare di sè anche in una giornata monopolizzata dall'ennesimo ritorno in campo del Cavaliere.

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Emiliano si è difeso dalle accuse con un lungo messaggio su Facebook, in cui ha spiegato di aver agito con ironia e garbo, ribadendo che la sua non è un'apertura a Berlusconi nè tantomeno un gesto di piaggeria: "Io sono l'unico esponente del PD che ha detto che se il mio partito facesse la grande coalizione con B., io lascerei il partito. Ciò premesso. Ho letto tutta la notte i vostri giudizi sullo striscione - ha continuato Emiliano - e ho capito (...) che ci siamo caricati, reciprocamente, tra le due parti politiche, di un odio smisurato e senza apparente possibilità di soluzione. Al punto che il solo fatto di scrivere una frase di "bentornato", ironica (chiaramente per chi ha l'animo sereno) e garbata, senza far ricorso alla solita demonizzazione dell'avversario alla quale ci siamo abituati, ha scatenato il finimondo nell'animo di molti". Poi l'invito a ridimensionare il tutto e l'invito a non pretendere sempre e comunque lo scontro con l'avversario: "Io non ho mai odiato nessuno in vita mia e non comincerò adesso, non mi sono mai schierato per un'idea pensando che quella degli altri fosse merda (...) Se la "garbata ironia" non ha funzionato allora lo dirò seriamente: io non odio Berlusconi, non odio Grillo, non li odierò mai e darò sempre il benvenuto della città che governo a chiunque venga qui per fare un comizio o ogni altra iniziativa democratica". E a chi su Facebook gli ha scritto di vergognarsi per quello striscione, ha risposto: "Di un po' sana e garbata ironia?".

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La vicenda sembra aver smosso anche l'equilibrio interno alla maggioranza di centrosinistra al Comune, scatenando le critiche di alcuni consiglieri Pd e l'atto dissociativo di Sinistra ecologia e libertà, che ha parlato di "iniziativa personale" da parte di Emiliano, considerando "offensivo" il tentativo di derubricare il tutto ad ironia incompresa.

Il sindaco, ex procuratore antimafia, ha precisato all'Ansa di aver pagato di tasca sua lo striscione (tra le tante critiche c'era anche quella di aver speso soldi pubblici) e di aver pensato a quel benvenuto come un "dovere civico, anche nei confronti di quella parte della città che vota e sostiene Berlusconi" lasciando il senso di quello striscione alla libera interpretazione: "Ognuno è libero di pensarla vuole, non do spiegazioni particolari, certo Berlusconi mancava da Bari da molti anni...". E qui sta certamente una delle chiavi di lettura dello strisicone, che su Twitter è stato accolto come una presa in giro del Cavaliere mascherata da gentilezza e cordialità.

Impossibile non cogliere l'ironia nel gesto del sindaco. Bari per Silvio Berlusconi è stata la terra del peccato, da evitare per molto tempo a causa degli scandali, quella di Patrizia D'Addario e dei festini a base di donne procurate dall'imprenditore della sanità Giampaolo Tarantini. E' la terra di Barbara Montereale, una delle prime a parlare delle serate nelle residenze dell'ex premier. E sempre a Bari c'è la Procura che indaga sul caso escort. Tanto che la frase di Emiliano è diventata subito un tormentone da riscrivere per i ragazzi di Quink, il laboratorio di satira politica barese, che hanno pensato di sostituire la firma del sindaco sullo striscione rispettivamente con Procura, Patrizia, Barbara e Giampi. E così il caso politico diventa subito tormentone.

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