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Michelle Bonev a Servizio pubblico: "Francesca Pascale è lesbica, Berlusconi non la ama". L'ira del Pdl

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di Claudia Gagliardi

Nel giorno in cui a Milano si preannuncia un nuovo procedimento giudiziario a carico di Berlusconi per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari (il cosiddetto Ruby-ter), a Servizio pubblico va in scena la confessione di Michelle Bonev, l'attrice, produttrice e regista bulgara che nelle scorse settimane ha pubblicato sul suo blog dichiarazioni scottanti su Silvio Berlusconi e la sua compagna Francesca Pascale. In studio da Santoro e attraverso gli spezzoni di un'intervista rilasciata a Francesca Fagnani, la Bonev ha raccontato la sua verità su quello che definisce "il sistema berlusconiano", che non è solo quello delle feste di Arcore, del bunga-bunga e delle buste di soldi distribuite a decine e decine di ragazze, di prestazioni sessuali in cambio d favori, ma soprattutto una grande menzogna, un castello di bugie costruito ad arte per coprire quello che avviene nelle segrete stanze e che condiziona il Paese più di quanto si possa immaginare.

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Il lunghissimo racconto della Bonev va in onda mentre fuori dallo studio di Servizio pubblico fioccano attacchi da parte del Pdl e si apre un dibattito tra il pubblico sui social network denso di critiche. L'attrice rievoca il sistema del bunga-bunga finito al centro delle inchieste di Milano: "Alla fine della festa ogni ragazza ha una richiesta da fare a lui, perché è arrivata per qualcosa, per un ruolo in un film, per una borsa di pitone, per pagare l’affitto, la luce, il gas. Quindi lui rimaneva in sala, tutti uscivamo fuori, ci sedevamo sui divani e poi lui una per una, come il padrino, cominciava ad ascoltare le loro richieste". E' lo stesso Berlusconi a presentare Francesca Pascale a Michelle Bonev, parlandone come di una ragazza ossessionata da lui e decisa a diventare la sua compagna: "Lei è molto gelosa delle ragazze che sono intorno a me perché dice che sono tutte zoccole, mignotte, sono tutte poco di buono, e lei vorrebbe stare vicino a me per proteggermi da queste, insomma vorremmo fare una cerchia di amiche più vicine che sono persone perbene, lei ha detto che voleva conoscerti" avrebbe detto Berlusconi all'attrice bulgara, sottolineando che "Francesca Pascale non è mai stata con un uomo, perchè le piacciono le donne". Da quel momento tra le due è nata un'amicizia che si è trasformata in un rapporto sentimentale, ma che non ha impedito alla Pascale di imporre la propria presenza al fianco dell'ex premier col ricatto di rivelare tutto ciò a cui ha assistito ad Arcore: "E' una donna senza scrupoli, fa tutto per l'ambizione, per il potere" ha dichiarato la Bonev. Lo stesso Berlusconi le avrebbbe confessato: "Michelle, io non la amo. Lei vuole restare qui, io non la amo".

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Michelle Bonev racconta un sistema di cui ha fatto parte fino a pochi mesi fa. Per ottenere i finanziamenti alla produzione del suo film non ha esitato ad accettare compromessi, cedendo alle avances del Cavaliere che le ha spalancato tutte le porte con le sue raccomandazioni in Rai e in Mediaset: "Quando Berlusconi mi disse che la Rai sarebbe stata molto felice di acquistare i diritti del mio film per 1 milione di euro, rimasi molto colpita, disse che aveva chiamato Masi. E poi mi disse: 'Non ti piacerebbe avere un premio al Festival di Venezia? Parlo col ministro Bondi'". quel premio fu inventato di sana pianta, 4 ministri del governo Berlusconi presenziarono alla premiazione a Venezia insieme ad una delegazione bulgara portata dalla Bonev, una grande fiction messa in piedi dal Cavaliere attraverso il Ministero della Cultura. Soldi e risorse pubbliche manovrate a proprio piacimento. "Ma dopo, per me, è stato il massacro - ha detto la Bonev - sono stata etichettata dai giornali come la escort di Berlusconi".

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Un uomo potente che "si crede Dio", abituato a comprare tutto e tutti col denaro, a disporre delle sue aziende imponendo contratti e compensi e a smuovere soldi pubblici grazie alla sua influenza: questo è Berlusconi secondo la Bonev. Ma perchè parla solo adesso? "Ho vissuto solo nella menzogna soprattutto negli ultimi 4 anni: da 7 mesi sono fuori da quel giro, mi sono resa conto che scendere a compromessi non serve a niente perchè poi sono stata male con me stessa (...) a tutte quelle ragazze che inseguono il successo in questo modo voglio dire che io sono l’esempio che così non arrivi da nessuna parte. Prima o poi la dignità, se ce l'hai, viene fuori". Oggi Michelle Bonev parla perchè ha "paura per il popolo italiano", che ritiene vittima di un grosso inganno: l'immagine ripulita che Berlusconi vuole dare di sè è solo una grande messa in scena, il suo rapporto con la Pascale è fasullo e lei è "una iena" convinta di aver raggiunto il potere tenendo in scaco Berlusconi. questo lo scenario dipinto dalla Bonev, che "si assume la responsabilità di queste dichiarazioni e certamente da oggi in poi difficilmente potrà ancora lavorare in Rai o Mediaset" nota Santoro.

Perfino il pubblico in studio si divide ascoltando il racconto dell'attrice. Se Cacciari si dice "imbarazzato" e stufo di dover assistere all'ennesima denuncia degli arcinoti scandali berlusconiani, Belpietro attacca l'ospite della serata definendola una "pentita delle mutande": "Perché fino a due settimane mandava messaggini e supplicava di essere ricevuta da Berlusconi per essere riamessa nel cerchio magico?" chiede il direttore di Libero. Mentre Marco Travaglio spiega che il vero dramma è la verosimiglianza delle cose raccontate dalla Bonev: che siano vere o false può saperlo solo la diretta interessata, ma il fatto che siano verosimili ci restituisce l'immagine di un leader politico che non è neanche più "sputtanabile, perchè più sputtanato di così...". E soprattutto: se quello che ci racconta la stampa berlusconiana è finto e la nuova "sacra famiglia" è solo una copertura, vuol dire che nulla è cambiato e che tutto ciò che avviene nelle residenze di Berlusconi è ancora estremamente condizionante per il sistema-Paese.

Le confessioni della Bonev hanno fatto rapidamente il giro del mondo, finendo sulle edizioni online delle principali testate. Durante la puntata sono usciti lanci d'agenzia senza soluzione di continuità con le dichiarazioni di esponenti del Pdl contrariati da quanto visto in tv: "Non accetteremo mai che il confronto politico scenda a questo livello - ha commentato Angelino Alfano, segretario del Pdl - La nostra storia e la storia del presidente Silvio Berlusconi non potrà mai essere sporcata da un giornalismo qualunquista e volgare che utilizza - dichiara Alfano - presunti gossip e personaggi discutibili".

Se un effetto la puntata l'ha avuto, è certamente quello di aver ricompattato il partito di Berlusconi intorno al leader: dai falchi alle colombe, passando per le pitonesse, tutti si sono esposti in difesa del Cavaliere in una sequela infinita di accuse al programma. "Da Samarcanda in poi Santoro ha sempre voluto dare espressione alle battaglie più radicali ed estremiste di un settore della sinistra - ha commentato Fabrizio Cicchitto - Francamente oggi sta offrendo il peggio di se stesso, peraltro mostrando un moralismo da quattro soldi, su di un terreno deteriore e qualunquista che con la politica fatta attraverso la televisione e col servizio pubblico non ha proprio nulla a che fare. Per onestà intellettuale gli consigliamo di cambiare nome al programma. Da oggi in poi non più Servizio Pubblico". E'intervenuto anche il capogruppo al Senato Renato Brunetta: "Da Santoro ormai solo fango, fango mediatico gettato nel viso dell’avversario politico di turno. Dov’è finito il moralismo dei compagni di una volta? Dov’è finita la deontologia di un mestiere così ambito? Da Servizio pubblico uno spettacolo indecente, inguardabile e barbaro. Questa non è televisione, è macelleria televisiva che non potrà che ritorcersi contro chi la fa". Maria Stella Gelmini, invece, è intervenuta su Twitter: "Invettive, mistificazioni e delazioni. Trasmissione davvero di cattivo gusto. E lo chiamano #serviziopubblico... Che squallore!". e poi ancora, Luca D’Alessandro, capogruppo Pdl in Commissione di vigilanza Rai, ha definito il programma "paragonabile ai servizi pubblici, nel senso di bagni pubblici. Una cloaca spacciata per giornalismo". Infine la Santanchè: "Squallido Santoro, classico uomo 'utilizzatore finale'. Andrebbe indagato per sfruttamento della prostituzione".

Michelle Bonev a Servizio pubblico: il video

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