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Milano, il Tribunale accoglie il ricorso dei rom per le case popolari

Case ai rom di Milano. Il Tribunale civile di Milano ha accolto il ricorso presentato da dieci rom del campo milanese di via Triboniano contro il sindaco Letizia Moratti, il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il prefetto Gian Valerio Lombardi. Con il ricorso, che si riferisce all'assegnazione di 25 case popolari, i rom hanno chiesto che vengano assegnate loro le case popolari in adempimento di un progetto di autonomia abitativa che era stato in un primo tempo sottoscritto dall'amministrazione comunale e poi bloccato.

E' stato il giudice civile Roberto Bichi a prendere tale decisione che fa riferimento ad un accordo siglato nei mesi scorsi dal Comune e dalla Prefettura. Il giudice ha così disposto che i dieci appartamenti che erano stati assegnati in un primo momento ai dieci nomadi che hanno fatto ricorso siano posti a loro disposizione entro il 12 gennaio 2011 e fino a quella data i rom non potranno essere sgomberati dal campo.

Il razzismo è una delle motivazioni che hanno spinto il giudice a prendere tale decisione. Secondo il giudice, la mancata assegnazione è avvenuta 'in dipendenza dell'origine etnica' dei nomadi che avrebbero dovuto entrare negli alloggi e trova riscontro la tesi dei nomadi 'circa la motivazione del comportamento omissivo' dell'amministrazione comunale, che non ha assegnato le 25 case popolari, 'correlato alla mera constatazione dell'appartenenza all'etnia rom dei beneficiari' degli alloggi.

Nell'accordo segnalato nel ricorso dai legali e siglato, nei mesi scorsi, dal Comune e dalla Prefettura, erano state individuate 'le famiglie rom destinatarie degli alloggi Aler con l'assegnazione nominativa a famiglie attualmente residenti nel campo Triboniano'. Nel ricorso è stato chiamato in causa anche ciò che il ministro Maroni ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa lo scorso 27 settembre.

I legali dei rom hanno scritto: 'Nella conferenza stampa Maroni affermò che i ricorrenti (come gli altri destinatari dei 25 alloggi) non avrebbero potuto acquisire gli alloggi indicati nei rispettivi progetti, bensì altri, che sarebbero stati reperiti facendo leva 'sul gran cuore di Milano'. Ad un mese da quelle affermazioni i nomadi non hanno potuto fare ingresso negli alloggi loro assegnati e il Prefetto non ha più convocato alcun abitante del campo di via Triboniano per la sottoscrizione dei progetti di autonomia. Nel frattempo, amministratori e politici hanno ripetutamente dichiarato alla stampa che ai Rom non sarebbe mai stata data alcuna casa popolare'. Così i nomadi hanno chiesto anche che il Tribunale accertasse e dichiarasse il carattere discriminatorio del comportamento tenuto dalle amministrazioni convenute e ordinasse di dare pieno e esatto adempimento ai progetti di alloggio nelle case popolari.

 (foto © LaPresse)

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