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Milano, la Lega chiede la precedenza ai lombardi nei test universitari

Generalmente quel che conta per entrare nelle università a numero chiuso è il voto di maturità e il punteggio ottenuto nel test di ammissione. La Lega Nord vuole ora cambiare qualcosa. Al posto del voto di maturità, infatti, il Carroccio vorrebbe che ad essere valutata fosse la residenza. Se si vive in Lombardia da almeno cinque anni si può partire avvantaggiati.

La Lega ha avanzato tale proposta in Regione a Milano, chiedendo anche che nelle scuole venga inserita una 'quota' di programmi padani. Le due singolari proposte sono state inserite nel testo di due emendamenti al piano regionale di sviluppo presentati dal Carroccio, e approvati, con i voti del centrodestra, dalla settima commissione regionale Cultura e formazione professionale. Il consigliere regionale leghista Massimiliano Orsatti ha spiegato: 'Oggi gli studenti lombardi partono svantaggiati perché nei test di ammissione alle università a numero chiuso si tiene conto anche del voto preso all'esame di maturità, che in alcune regioni del sud è notoriamente dato con generosità'. Orsatti ha quindi spiegato che la Lega prima chiederà che nei test di ammissione non si tenga conto dei voti di maturità e poi 'una corsia riservata per gli studenti che siano residenti in Lombardia da almeno cinque anni'.

La Lega Nord chiede anche che gli studenti lombardi vengano sostenuti in via prioritaria anche sugli interventi a favore del diritto allo studio e che il 20 per cento dei programmi venga dedicato ad argomenti legati al territorio.

Come è facile immaginare, il centrosinistra è insorto. La prossima settimana, probabilmente, il provvedimento sarà votato dal consiglio regionale e l'opposizione è pronta a farsi sentire. Il consigliere regionale Pd Fabio Pizzul ha affermato: 'Ai leghisti non basta la scuola di Adro tappezzata di simboli del partito, ora nel mirino del Carroccio è finito addirittura il Piano regionale di sviluppo alla voce istruzione. Gli emendamenti ci fanno pensare che il loro tentativo sia sempre quello di escludere una parte degli studenti. Qui non si parla solo di ragazzi stranieri, visto che potenzialmente saranno penalizzati anche gli studenti novaresi o piacentini, che abitano appena al di là dei confini della regione. L'emergenza di oggi è quella di attuare veramente l'autonomia scolastica, che deve essere anche autonomia dalla politica perché non si ripetano più i casi come quello di Adro'.

 (foto © LaPresse)

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