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Ministeri al Nord, caos nel Pdl

All'interno del Pdl si infiamma lo scontro sullo spostamento dei ministeri al Nord. Se c'è chi sostiene che non è di certo questa l'esigenza prioritaria e chi afferma che è un'ipotesi da non prendere neppure in considerazione, il leader della Lega Umberto Bossi sottolinea il fatto che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi abbia dato la sua parola e che quindi non si torna indietro.

Ma quali i ministeri che da Roma dovrebbero giungere a Milano? Quello delle Riforme, quello della Semplificazione e 'il ministero di peso, il più grande che c'è, che fa muovere l'economia'. E mentre nella maggioranza l'argomento ha sollevato diverse discussioni, ieri sera il premier ha detto: 'Ci sono già a Milano dipartimenti delle opere pubbliche e del provveditorato scolastico, penso che non ci sia nessuna difficoltà a che alcuni ministeri possano venire a Napoli e in altre città anche del Sud, e che potranno essere in grado di lavorare conoscendo da vicino le situazioni'.

Ma la proposta Berlusconi-Lega, che prevede il decentramento dei ministeri a Milano, sembra non piacere a molti. I capigruppo Pdl di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, hanno parlato piuttosto di conferenze periodiche. I due hanno detto: 'Il rapporto fra l'attività di governo e il territorio può essere affrontato in modo positivo con conferenze periodiche fatte a Milano e a Roma fra i ministri economici e delle Infrastrutture con i presidenti di Regione e i sindaci dei Comuni capoluogo. In questo modo si possono evitare i complessi problemi istituzionali che il decentramento di alcuni ministeri può porre e invece affrontare positivamente quello del rapporto fra i ministeri stessi e le realtà territoriali'.

Contrario anche il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni. Secondo Formigoni spostare uno o due ministeri al Nord porterebbe qualche vantaggio, ma è qualcosa di molto complesso da realizzare. 'E poi - ha detto il presidente della regione Lombardia - non è la richiesta più pressante dei nostri imprenditori e dei nostri ceti produttivi'.

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Anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sembra affossare la proposta Berlusconi-Lega. La Russa ha detto che non è importante dove i ministeri stiano, ma quello che fanno a favore dei cittadini. E ha aggiunto: 'Già da due anni il ministero della Difesa ha una sede distaccata a Milano, senza tanti problemi, solo per un fatto logistico'.

Un 'no' alla proposta è arrivato anche dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Secondo Alemanno spostare i ministeri da Roma rimetterebbe in discussione ogni equilibrio e ogni intesa. Il primo cittadino della Capitale ha poi voluto sottolineare che nel programma elettorale del centrodestra non è mai stato inserito lo spostamento dei ministeri, 'quindi compiere questo atto, tra l'altro senza neppure un voto parlamentare, sarebbe una violazione del mandato elettorale'.

Decise le parole della Polverini: 'O il governo e la coalizione che lo sostiene capiscono che un Paese non si può tenere insieme solo puntando sul Nord... Oppure non si va da nessuna parte'. Il presidente della Regione Lazio, che ha definito la proposta 'assurda' e 'sbagliata', ha poi annunciato la richiesta congiunta della Regione e del comune di Roma al presidente del Consiglio di un incontro di chiarimento.

 (foto © LaPresse)

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