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Misure anti-crisi, ecco cosa ha detto Tremonti

  • LaPresse

Ieri il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, intervenendo davanti alle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Camera e Senato, ha presentato quelli che sono i punti salienti delle misure anti-crisi volte ad azzerare il deficit in poco più di due anni. 'Dobbiamo fare una manovra molto forte quest'anno e il prossimo' ha detto il ministro dell'Economia dalla sala del Mappamondo. Un intervento che non ha soddisfatto molti, ma vediamo quali sono i punti principali.

Contributi di solidarietà per fronteggiare l'evasione fiscale e quindi recuperare risorse. Questo contributo, applicabile solo a redditi privati superiori ai 90mila euro, potrebbe aggirarsi tra il 5 e il 10 per cento del totale. In poche parole sarebbe un'estensione anche al privato della tassa, già prevista dalla manovra, sui redditi dei pubblici dipendenti superiori ai 90mila euro.

Vincolo di bilancio in Costituzione. Si tratta delle modifiche all'articolo 81 della costituzione per 'costituzionalizzare il rigore e l'equilibrio di bilancio' con 'riferimento esplicito ai vincoli europei su debito e indebitamento' perché serve 'un forte passaggio politico' in linea con i diktat europei. Tremonti ha spiegato che l'inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione è 'una scelta che segna la fine di un'epoca nella quale l'Occidente poteva piazzare titoli ai valori che voleva'. La situazione oggi è cambiata, viviamo in un'epoca 'che costringe a scelte di maggior rigore: non puoi spendere più di quello che prendi soprattutto se con riluttanza prendono i tuoi titoli'.

Data del pareggio, il 2013. A tal proposito il ministro dell'Economia ha detto: 'La soglia del 2014 per l'obbligo del pareggio di bilancio non l'abbiamo inventata noi, ma da due anni era, sarebbe stata, la data europea '. E ancora: 'Il decreto che pone il pareggio di bilancio al 2014 è stato votato alla Camera a metà luglio. Da allora molti fatti hanno modificato il corso delle nostre attività. Il primo è l'intensificazione verticale della crisi finanziaria: la prospettiva era diversa rispetto a quella in cui è stato costruito il decreto sul pareggio di bilancio'.

Liberalizzazioni e privatizzazioni. Tremonti ha spiegato che nella lettera della Bce, inviata al governo, ci sono indicazioni o suggerimenti per il governo. Ecco dunque la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dei servizi professionali, e la privatizzazione su larga scala dei servizi locali. Il ministro dell'Economia ha detto: 'Dobbiamo e possiamo intervenire con forza su liberalizzazioni, servizi pubblici e professioni. Sul lato della crescita serve la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dei servizi professionali e la privatizzazione su larga scala dei servizi locali'.

Festività. In questo caso l'idea è quella di accorpare sulle domeniche le festività non religiose. Tremondi ha spiegato: 'Accorpare sulla domenica le festività non religiose potrebbe essere un modo europeo per aumentare la produttività sistemica'.

Dipendenti pubblici. A tal proposito il ministro dell'Economia ha detto che, tra le altre cose, la Bce ha chiesto all'Italia tagli agli stipendi pubblici attraverso il licenziamento o la dismissione del personale compensato con meccanismi di assicurazione. Tremonti, però, sembra aver escluso la misura.

Pensioni. Suggerimenti delle Bce anche in fatto di pensioni di anzianità. Potrebbe essere riproposta una sorta di 'scalone Maroni', ovvero un innalzamento secco dell'età minima a 60 o 62 anni. In poche parole, un blocco generalizzato delle anzianità. Per l'innalzamento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni, potrebbe poi esserci un anticipo già al 2012, con una gradualità accelerata rispetto a quella già prevista nella manovra di luglio. E potrebbe essere anticipata al prossimo anno la riforma che aggancia l'età pensionabile alle aspettative di vita.

Contratti di lavoro. Il ministro dell'Economia ha detto: 'Per il mercato del lavoro l'ipotesi da mettere in campo è una spinta alla contrattazione a livello aziendale, con il superamento del sistema centrale rigido'.

Licenziamenti. La Bce ha anche consigliato al governo di adottare un diritto a licenziare, compensato da meccanismi di assicurazione e di più facile collocamento sul mercato del lavoro. Tremonti ha parlato di una 'sorta di diritto di licenziare, ma compensato con migliori posti di lavoro'.

Costi della politica. Il ministro dell'Economia ha spiegato che all'esame c'è un nuovo intervento sui costi dei politici. Tremonti ha detto: 'Bisogna intervenire con maggior incisività sui costi della politica. Dobbiamo tornare sulla materia non solo sui costi dei politici, non solo su quanto prendono ma anche su quanti sono. C'è un effetto di blocco, di manomorta'.

Rendite finanziarie. A tal proposito l'allineamento al 20 per cento, esclusi Bot e titoli di Stato che resterebbero tassati al 12,5 per cento, è già previsto nella delega, ma la misura potrebbe rientrare nel decreto e dunque essere immediata. La tassazione dei guadagni su azioni salirebbe dal 12,5 per cento e quella sui depositi bancari scenderebbe dal 27 per cento. Il ministro dell'Economia ha detto: 'Sulle rendite, nel testo della riforma fiscale, era già una indicazione precisa. C'è l'ipotesi, fermi i titoli di Stato, di aumentare la tassazione delle rendite finanziarie dal 12,5 per cento al 20 per cento. E c'è l'ipotesi di ridurre i depositi bancari e postali dal 27 per cento al 20 per cento'.

Ma le misure d'emergenza che dovranno essere introdotte per accelerare il risanamento di bilancio e allontanare la speculazione dall'Italia hanno generate tensione all'interno del governo. Ne abbiamo già parlato, tra i vari provvedimenti quello sulle pensioni non piace affatto alla Lega. E, ieri, dopo aver incontrato Tremonti, il leader del Carroccio Umberto Bossi ha detto di non essere stato convinto su possibili interventi sulle pensioni per far fronte alla crisi economica. Lasciando Montecitorio il Senatùr ha affermato: 'No, non mi ha convinto. Bisogna sapere dire anche di no altrimenti si rischia una crisi'.

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