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Misure anti-crisi, ecco il possibile piano del governo

  • LaPresse

L'Italia sta vivendo un momemto di forte crisi. L'azione degli speculatori non si ferma e la Bce, prima di dare il via libera all'acquisto di titoli italiani, ha posto alcune condizioni al governo del nostro Paese. E' in questo quadro che ieri il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha convocato il suo staff, un gruppo di tecnici, per fissare i dettagli degli interventi necessari. Il tutto in vista di una convocazione del Consiglio dei ministri che potrebbe arrivare tra il 15 e il 20 del mese.

Ma qual è il piano del governo contro la crisi? Le ipotesi su cui si lavora riguardano l'anticipo della delega assistenziale-previdenziale da 20 miliardi al 2013 e l'introduzione di una patrimoniale una tantum sulle seconde case.

Sul versante previdenza gli interventi potrebbero toccare le pensioni di anzianità. Se oggi la riforma Prodi-Damiano le blocca ai 62 anni da raggiungere nel 2013, in un futuro immediato potrebbe essere accelerato il meccanismo delle quote fino ad arrivare al requisito dei 65 anni di età anagrafica entro i prossimi due-quattro anni, cancellando di fatto gli assegni di anzianità. Potrebbe, poi, essere anticipato l'adeguamento dell'età pensionabile alle aspettative di vita. Non si esclude del tutto, inoltre, la possibilità di anticipare l'età pensionabile delle donne.

Una serie di interventi potrebbe poi riguardare una patrimoniale. L'ipotesi è quella dell'introduzione di un addizionale speciale sull'Ici per la seconda casa. Tale misura potrebbe far incassare 6/7 miliardi di euro e alleggerire l'ostilità dei comuni riguardo la riduzione dei trasferimenti. Non si esclude, poi, l'ipotesi di una tantum a sorpresa che potrebbe colpire le ricchezze mobiliari e un aumento della tassazione sulle rendite finanziare, da rendere omogenee al 20 per cento, escludendo i titoli di Stato.

Si discute anche di un possibile intervento sui costi della politica, bloccando l'istituzione delle nuove province, e sulla possibilità di una misura sulle aziende pubbliche, ovvero la privatizzazione delle municipalizzate ad esclusione del settore acqua. In esame anche un dossier sulle grandi spa pubbliche, Eni, Enel, Terna, Finmeccanica, e sulla possibile cessione di quote di minoranza.

Ma a quanto pare le misure anti-crisi stanno creando spaccature all'interno della maggioranza. La Lega è sul piede di guerra sul fronte delle pensioni e il Pdl boccia la proposta di una patrimoniale, avanzata proprio dal Carroccio. Sembra che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che oggi rientrerà a Roma dalla Sardegna per partecipare all'incontro con le parti sociali, abbia detto: 'Non sarà un governo guidato da me a imporre una patrimoniale, piuttosto mi dimetto: verremmo meno al patto con i nostri elettori e smentiremmo tutte le nostre convinzioni'.

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