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Mondadori, ecco la norma del premier per salvare la sua azienda

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Nel fine settimana è atteso il verdetto di appello che dovrà confermare o smentire la condanna di primo grado per Fininvest al risarcimento di 750 milioni di euro al gruppo Cir di Carlo De Benedetti ed ecco spuntare una norma sul Lodo Mondadori che potrebbe evitare alla holding della famiglia del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di pagare. Sembra proprio una norma ad hoc o, se si vuole, l'ennesima norma ad personam del premier.

Sono due le modifiche al codice di procedura civile, contenute nella bozza della manovra del governo, che potrebbero influire sulla sentenza d'appello. Ma vediamo cosa prevede la bozza: innanzitutto lo stop in appello all'esecuzione delle condanne civili che superano i 10 milioni di euro e poi lo stop in Cassazione per quelle che vanno oltre i 20 milioni di euro in cambio di una idonea cauzione.

Come è facile immaginare, la legge ha sollevato dure reazioni tra l'opposizione. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha affermato: 'Una cosa del genere, qualora fosse confermata, sarebbe la prova che per tutti gli italiani la manovra sarà un problema e per il presidente Berlusconi una soluzione. Voglio credere che non si insulti il Parlamento trasmettendogli una norma del genere'. Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro ha parlato di norma 'criminogena e incostituzionale'.

Le due modifiche previste dalla manovra riguardano, per la precisione, gli articoli 283 e 373 del codice di procedura civile. Nell'attuale formulazione l'articolo 283 prevede la possibilità per il giudice civile di sospendere, in tutto o in parte, l'esecuzione della sentenza di primo grado, con o senza cauzione; con la manovra viene previsto un secondo comma con il quale si stabilisce che la sospensione dell'esecuzione della sentenza di primo grado è in ogni caso concessa per condanne di ammontare superiore a 10 milioni di euro se la parte ricorrente presenta idonea cauzione.

L'articolo 373, invece, stabilisce che il ricorso per Cassazione non sospende l'esecutività della sentenza di secondo grado, lasciando comunque al giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata la facoltà di disporre che l'esecuzione sia sospesa o che sia prestata congrua cauzione; con la manovra non c'è più il potere discrezionale del giudice per le condanne di importo superiore a 20 milioni di euro.

Ecco dunque che, qualora venisse confermata o ridotta la condanna di Fininvest ad una cifra comunque superiore a 20 milioni di euro, la Corte d'appello di Milano, su istanza dei legali di Fininvest, sarebbe obbligata a disporre la sospensione dell'esecuzione della sentenza, a condizione che la stessa Fininvest presti un'idonea cauzione.

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