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Monti bis: Fini e Casini approvano, Alfano e Bersani no

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Dopo le dichiarazioni del presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, che ha annunciato l'appoggio suo e del suo movimento, Italia Futura, a un Monti bis (ipotesi nata dalle parole dello stesso premier, che lo scorso giovedì a New York si è detto disponibile a restare, se l'Italia avrà ancora bisogno di lui), il mondo politico ha preso posizione. O per meglio dire: ha dovuto farlo.

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A sostegno di un secondo mandato del professore si sono dichiarati Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini. Il presidente della Camera ha ipotizzato un bis di Monti sostenuto da "una grande lista civica nazionale, una lista per l'Italia che chiami a raccolta le energie sane del paese senza personalismi". In pratica dunque il premier non si candiderebbe direttamente, ma se questa lista dovesse vincere le elezioni, "il presidente Monti a Palazzo Chigi ci rimane", ha detto Fini, che ha aggiunto: "Credo che Angelino Alfano questo aspetto l'abbia chiaro ma è evidente l'imbarazzo e la difficoltà del Pdl ad ammetterlo". Per il leader di Fli, un nuovo mandato del professore sarebbe infatti "l'unica vera autentica novità politica in questo scenario", un incontro tra "una buona politica (...) e settori della società organizzata che la politica la fanno nel quotidiano".

Dello stesso avviso Pierferdinando Casini, che dopo aver ribadito di essere sostenitore del professore della prima ora, ha affermato: "Monti è interlocutore, in tutto il mondo e in Europa, in questo momento di crisi. Ed è un prezioso punto riferimento per oggi e per domani", ribadendo che il governo tecnico non è stato un "incidente" e definendo "fuori di senno" chi lo pensa, ma avvisando anche: "Se si creerà un contenitore che sta tra Pdl e Pd, alternativo al grillismo, aderirò a questa lista, ma non sia una plastica facciale di Udc e Fli. Se pensiamo di fare un'operazione furberia per cui cambiamo le insegne dei partiti e le cose non cambiano, perdiamo l'occasione di voltare pagina".

Assolutamente contrario a questa ipotesi, invece, Angelino Alfano, che in un'intervista a Sky Tg24 ha ripetuto per l'ennesima volta che per un Monti bis il professore deve presentarsi alle elezioni, affermando: "Ho difficoltà a immaginare una campagna elettorale in una democrazia occidentale con un candidato virtuale, perché non scende in campo", così come Pierluigi Bersani, che però ha espresso la sua opinione contraria con un lungo giro di parole: "Basta scorciatoie e ricette italiche. La politica deve tornare ad essere credibile, rimettersi in gioco, affermare il suo ruolo e riconoscere il suo limite. Questo vale anche per l'Italia del dopo Monti".

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