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Monti e l'intervista a Der Spiegel: è polemica

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Giorni decisamente no per Mario Monti. Non filato da nessuno durante la mini-vacanza ad Arona, località sul Lago Maggiore, al punto che a messa neppure il parroco si è accorto della sua presenza, il Presidente del Consiglio è diventato oggetto di feroce satira su Twitter dopo l'intervista rilasciata a Der Spiegel e l'ashtag #Monti ha scalato la classifica delle tendenze.

Monti "antidemocratico", polemica Germania-Italia: le foto

Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se, scrive: "#Monti, talmente antidemocratico da aver spaventato perfino la destra tedesca" e Antonio Di Pietro rincara la dose: "La luce che si vede in fondo al tunnel è artificiale. #Monti è un professore saccente, è ora di scendere dalla cattedra...". Insomma, non esattamente attestati di stima per il premier, reo di aver detto che "ogni governo ha il dovere di guidare il proprio parlamento" conservando "margini di autonomia", perché se gli esecutivi seguissero "esclusivamente le decisioni dei Parlamenti, la disintegrazione dell'Europa sarebbe più probabile della sua integrazione", come riporta Marco Ventura nel suo blog su Panorama.it

Una frase che non è piaciuta a nessuno e che ha scatenato un coro di critiche, ma soprattutto di repliche al vetriolo, in particolare in Germania. Il segretario generale della Csu, Alexander Dobrindt, parla senza mezzi termini di "attacco alla democrazia", dicendo anche: "Noi tedeschi non siamo pronti a cancellare la nostra democrazia per finanziare i debiti italiani". Concetto ribadito pure dall'euroscettico liberale Frank Schaeffler: "Monti vuole risolvere i suoi problemi facendoli pagare ai contribuenti tedeschi".

Toni aspri anche dal ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, che all'affermazione di Monti ribatte: "Il controllo parlamentare della politica europea è fuori da ogni discussione", anzi c'è "bisogno di un rafforzamento, non di un indebolimento della legittimazione democratica in Europa", e dal socialdemocratico della Spd, Joachim Poss, che ha chiosato sulla vicenda con una stoccata alla passata gestione politica dell'Italia: "gli anni di Berlusconi hanno indebolito l'immagine del ruolo del Parlamento".

Una pioggia di critiche alle quali il Presidente del Consiglio ha risposto con una nota ufficiale in cui fa retromarcia: "Non ho inteso in alcun modo auspicare una limitazione del controllo parlamentare sui governi che, anzi, penso vada rafforzato tanto sul piano nazionale che su quello europeo. L'autonomia del parlamento nei confronti dell'esecutivo non è affatto in questione, nell'ovvio rispetto, peraltro, di quanto previsto dagli ordinamenti costituzionali di ciascuno stato europeo".

Tra tutte queste critiche, tuttavia, a sorpresa arriva pure un attestato di stima, che porta la firma niente meno che del Wall Street Journal. L'autorevole giornale Usa elogia il professore per la "sua natura disciplinata", "più tedesca che italiana", ricordando che è "un'anomalia in Europa: un leader non eletto chiamato a realizzare impopolari cambiamenti nei cui confronti i politici del Paese erano riluttanti" e osservando: "A Monti serviva più aiuto dall'Europa per portare l'Italia fuori dal mirino dei mercati, ma nessuno è stato disponibile. La Germania ha invece chiesto riforme interne più dure".

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