Excite

Monti: "Età pensionabile da aumentare. Tasse? Mi impegno a ridurle"

  • Getty Images


Update ore 18.45
Dopo le polemiche suscitate dall'affermazione battuta da diverse agenzie della "età pensionabile da aumentare", l'entourage di Mario Monti ha smentito che nelle intenzioni del professore ci sia quella di procastinare ulteriormente il momento dell'uscita dal mondo del lavoro. "I sacrifici sulle pensioni sono già stati fatti e dunque non ci sarà nessun innalzamento dell'età pensionabile effettiva. Il documento di Scelta Civica sul lavoro si riferisce alle riforme già fatte", ha precisato Pietro Ichino, aggiungendo che obiettivo dell'ex premier è invece di "innalzare il tasso di occupazione tra i 50-60enni". E a conferma delle parole del giuslavorista sono poi arrivate anche quelle di Monti stesso, che su Twitter ha cinguettato: "Il riferimento all'aumento dell'età pensionabile è relativo alla riforma precedente".

L'età pensionabile? Va aumentata. Parola di Mario Monti. A Milano per presentare le linee della politica del lavoro della sua Lista, il premier uscente ha illustrato una ricetta per rilanciare l'economia dell'Italia e mantenerla competitiva che non mancherà di far discutere. Secondo il professore, infatti, per riuscirci è necessario "aumentare l'età pensionabile effettiva e garantire nel tempo l'equilibrio dei sistemi pensionistici pubblici, nonostante il progressivo invecchiamento del Paese e le ricadute che ciò comporta sul mercato del lavoro".

Mario Monti: "Imu giù dal 2013, Irap e Irpef dal 2014"

Una strategia contestata 'a caldo' da Roberto Maroni, che ai microfoni di Tgcom24 ha detto: "Monti e le sue proposte devono andare subito in pensione, non tra sei o sette anni", domandando polemicamente: "Monti vuole aumentare l'età pensionabile? Non è bastata la riforma Fornero che ha creato gli esodati? Adesso la vuole alzare ancora di più?" e concludendo: "Bene, i cittadini devono saperlo prima di votare".

Ma sul piatto non c'è solo il nodo pensioni, bensì anche un altro tema caldo e particolarmente sentito dagli italiani: le tasse. "Mi vorrebbero 'mummificato' come quello che ama mettere le tasse", ha detto l'ex premier, spiegando che invece, poiché "lo spread si è dimezzato", ora "possiamo impegnarci in una riduzione puntuale e graduale delle tasse, bloccando la spesa". "Una cosa buona e liberale", come l'ha definita Monti, per ripagare gli abitanti del Belpaese dei sacrifici sostenuti per scongiurare il rischio default. "Abbiamo messo le tasse che ci ha lasciato il mio predecessore da mettere e quelle che servivano per evitare il fallimento e onorare gli impegni dell'Italia", ha aggiunto il professore, puntualizzando con una nota polemica: "Questa volta se non altro sono servite e non sono finite in un impalpabile calderone".

Per quanto riguarda invece il mercato del lavoro, Monti ha dichiarato di ritenere necessaria "una rimodulazione del contratto a tempo indeterminato, tesa a renderlo più flessibile e meno costoso" e prioritario che l'Italia, che "non è un paese per donne", "lo diventi", ipotizzando una "detassazione selettiva per portare il tasso di occupazione femminile dal 46% al 60%". Tutti passi da fare alla luce di "un rapporto molto incoraggiante" uscito la settimana scorsa: "Le riforme strutturali avviate dal governo, se continuate, porteranno a una crescita aggiuntiva del Pil del 10.5% a regime", ha infatti concluso il premier uscente.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017