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Monti: in arrivo il piano per abbattere il debito

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Ridurre il debito dell'Italia e aiutare la crescita dell'economia, sostenendo la finanza pubblica: è questo il nuovo obiettivo del governo Monti, da mettere in atto con i primi interventi già a settembre. Se i conti dello Stato, infatti, sono in sicurezza - con il pareggio di bilancio previsto per il prossimo anno - a preoccupare il professore è invece il rapporto assoluto tra il debito pubblico e il Pil, pari al 123.4%. Per il premier è prioritario raggiungere 'almeno' la soglia psicologia del 100%, anche perché le nuove regole UE prevedono il calo di un ventesimo l'anno per la parte eccedente il 60% e sanzioni per i paesi che sforano.

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E, a tale proposito, l'esecutivo ha già pronto un progetto di risanamento. Il primo step è contenuto nel cosiddetto 'piano Grilli', che prevede la dismissione e la privatizzazione di società, enti e immobili di proprietà dello Stato. Una manovra stimata dal Wall Street Journal in 4-5 miliardi di euro, che potrebbero essere incassati già entro la fine del 2013, e realizzata con tre fondi ad hoc istituiti dal governo, rispettivamente per la privatizzazione delle società municipalizzate, per la dismissione dei beni assegnati agli enti locali con il federalismo demaniale e per la cessione di 350 immobili.

A questa massiccia campagna di 'alleggerimento', finalizzata a portare liquidità nelle casse dello Stato, si aggiungono la tassazione dei capitali allocati illegalmente nelle banche svizzere, l'obbligo per gli enti previdenziali dei professionisti di aumentare la quota di investimenti in titoli di Stato e una serie di incentivi e disincentivi di natura fiscale che, nell'insieme, consentirebbero una diminuzione del debito pari al 2.5% ogni dodici mesi.

Un ventaglio di misure che trova riscontro nella proposta presentata martedì da Angelino Alfano a Mario Monti durante un colloquio provato e analoga sotto diversi aspetti. Il segretario del Pdl avrebbe infatti messo sul tavolo un piano del valore di circa 80 miliardi l'anno da recuperare attraverso la creazione di un 'maxi fondo' dove far convengere la liquidità derivante dalla vendita di attività e beni, acquistati con l'emissione di obbligazioni cosiddette 'ad alto rating', ovvero di maggior valore e meno costose rispetto ai Titoli di Stato, 'viziati' dal giudizio delle agenzie internazionali.

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Infine, a completare il quadro, arriva anche il dossier Amato sui tagli alla politica. Il super- consulente del governo ha effettuato una meticolosa analisi dello stato delle cose in Italia e ha predisposto una 'cura' che si basa su due assunti fondamentali: più controlli e meno soldi pubblici per i partiti. Secondo l'ex Presidente del Consiglio è infatti necessario istituire "una legge che disciplini e regoli i partiti politici" e procedere in una direzione che porti alla riduzione dei "rimborsi elettorali, in ragione di tetti di spesa da determinare con rigore per le campagne elettorali, anche ove i rimborsi siano poi parametrati ai voti". Un obiettivo perseguibile con l'aumento dei finanziamenti privati "non solo da persone fisiche, ma anche da persone giuridiche, entro limiti quantitativi e in regime di massima trasparenza".

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