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Monti su Berlusconi: "Con lui spread a 1200". E il Pdl insorge

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E' bastata una frase, brevissima ma dal contenuto deflagrante, a far scoppiare un nuovo caso Monti. A nemmeno 24 ore dalla polemica scatenata dall'intervista al Der Spiegel che lo ha visto al centro di una querelle internazionale, Mario Monti è di nuovo sommerso dalle critiche per una dichiarazione rilasciata al Wall Street Journal tre settimane fa, ma pubblicata, con eccezionale tempismo, solo oggi. "Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1.200 o qualcosa di simile": questo l'estratto dell'intervista al Professore in cui a molti è sembrato di scorgere un giudizio politico inequivocabile, nonostante lo staff di Palazzo Chigi sia subito corso ai ripari.

L'intervista a Der Spiegel: critiche bipartisan a Monti

Pur affermando la mancanza di alcuna intenzione polemica nei confronti del precedente esecutivo e precisando che la stima di uno spread a 1.200 è frutto di una proiezione degli effetti della speculazione sull'Italia se fossero mancati segni di discontinuità con il passato, la puntualizzazione diffusa alle agenzie di stampa e attribuita a fonti di governo non suona certo come una smentita, tannto che a metà mattina la bomba è ormai scoppiata.

A testimoniarlo, le dichiarazioni al vetriolo del capogruppo alla Camera Cicchitto, che ha parlato di "una provocazione tanto inutile quanto stupida che rinviamo al mittente", e quelle del suo omologo al Senato Gasparri, che addirittura minaccia neanche troppo velatamente di ritirare l'appoggio alla maggioranza. "Mentre il Parlamento vota fiducie a raffica - attacca Gasparri - sarebbe bene che il comportamento di Monti fosse più equilibrato e rispettoso. Ci si potrebbe anche stufare prima o poi". Molto più che una semplice dichiarazione di intenti, visto che nel frattempo si vota la fiducia sulla spending review e i deputati Pdl fanno mancare il numero legale al Senato. A rincarare la dose ci pensa il segretario del partito, Angelino Alfano, che definisce quelle di Monti "parole politicamente insensate e scientificamente inspiegabili per un economista come lui".

Le reazioni del Pdl alle parole di Monti: guarda il video

Insomma, un vero e proprio fuoco di fila di reazioni indignate che ha imposto a Monti prima una rettifica ufficiale, poi una telefonata riparatoria al Cavaliere, in cui secondo quanto riportato da una nota di Palazzo Chigi il premier si è detto "dispiaciuto che una banale e astratta estrapolazione di tendenza di valori dello spread contenuta in un colloquio di ampio respiro con il WSJ, sia stata colta come una considerazione di carattere politico, il che non rientrava per nulla nelle sue intenzioni". Una richiesta di tregua necessaria a stemperare la tensione politica che ha influito sul voto al programma di tagli del governo, visto che alla fine una parte importante del gruppo parlamentare del Pdl non l'ha votato.

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