Vittorio Arrigoni ucciso dai rapitori

Dopo il video di Vittorio Arrigoni diffuso ieri pomeriggio dagli estremisti salafiti in cui si vedeva l'uomo bendato ed evidentemente malconcio, con sangue rappreso sul volto, la situazione del militante pacifista di International Solidarity Movement (Isn) - un'organizzazione che comprende volontari di ogni parte del mondo che protestano contro l'occupazione israeliana in modo non violento - era apparsa subito critica. Per questa ragione la Farnesina aveva immediatamente avviato contatti "informali" con l'Anp di Abu Mazen per chiederne la liberazione. Hamas infatti è sulla black list internazionale per il suo sostegno al terrorismo e per il nostro Ministro degli Esteri Frattini non è possibile avviare un dialogo diretto con i suoi rappresentanti.

Il video del volontario rapito

Così, dopo che in una nota ufficiale di ieri sera alle 21 la Farnesina comunicava laconicamente di aver "già effettuato gli opportuni passi per ogni intervento a tutela del connazionale", oggi purtroppo è arrivata la svolta, con la notizia che il corpo di Arrigoni è stato ritrovato questa notte dai miliziani di Hamas in una casa abbandonata del rione Qarame di Gaza City. I militari integralisti avevano infatti scatenato una caccia all'uomo senza quartiere per cercare di rintracciare il gruppo di rapitori e l'ostaggio prima della scadenza dell'ultimatum di 30 ore proclamato nel video. Dalle prime indiscrezioni sembra che il pacifista dell'Isn sia stato soffocato dai suoi carcerieri poco prima che gli uomini di Hamas facessero irruzione nell'appartamento.

"Restiamo umani", l'ultima intervista di Vittorio Arrigoni. Il video

Un portavoce di Hamas ha commentato il fatto dicendo che Arrigoni era "un amico del popolo palestinese" e che la sua uccisione è "un crimine contro i nostri valori" e ha aggiunto che due uomini sono stati arrestati e altri sono ricercati. Secondo le rpime ricostruzioni, il militante dell'Isn è stato rapito da un commando di persone che si è autodefinito "Brigata Mohammed Bin Moslama" - un gruppo jihadista affiliato ad Al Qaida - per essere utilizzato come merce di scambio in un baratto che, nelle intenzioni dei sequestratori, doveva portare nella giornata di oggi alla liberazione di tutti i fratelli della Brigata Mohammed Bin Moslama attualmente in carcere, tra cui il capo fazione Hisham Al-Saidni, noto anche come Abu Walid Al-Maqdisi, un feroce terrorista di origini egiziane avverso al governo di Hamas, da lui ritenuto troppo moderato nell'applicazione della Sharia e contrario all'idea di un califfato mondiale.

Video: Vittorio Arrigoni e la polemica con Saviano

Il rapimento di Arrigoni è il primo sequestro di uno straniero nella Striscia di Gaza dai tempi di Alan Johnston, giornalista della BBC tenuto prigioniero nel 2007 per 114 giorni dall'Esercito dell'Islam, un altro gruppo ispirato ad Al Qaida. Un fatto di estrema gravità che, unitamente al suo tragico epilogo, ha portato Hamas a mantenere il massimo riserbo sull'episodio e ha riempito la città di Gaza di poliziotti e militari in borghese.

 (foto © LaPresse)

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