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Movimento 5 Stelle a piazza San Giovanni, Fabrizio Moro: "Schifo Napolitano". E Casaleggio fa inneggiare a Berlinguer

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Ha riempito piazza San Giovanni a Roma al grido di #Vinciamonoi, rinunciando perfino alla tribuna elettorale su Rai3: "Abbiamo già stravinto" ha detto Beppe Grillo ai sostenitori del Movimento 5 Stelle che hanno occupato ogni centimetro della piazza per il comizio finale prima delle elezioni europee di domenica 25 maggio.

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Un minuto di silenzio per ricordare la strage di Capaci e il nome di Giovanni Falcone che riecheggia più volte sul palco (a lui è dedicato l'intervendo del guidice di Cassazione Ferdinando Imposimato sul palco), insieme a quelli di Papa Francesco e di Enrico Berlinguer: il Movimento 5 Stelle tira in ballo le icone della questione morale per ribadire il suo primato di fronte ad una piazza che inneggia all'onestà.

All'intervento di apertura di Grillo che ripropone il repertorio degli ultimi giorni di campagna elettorale (dal referendum sull'euro ai processi online per politici, imprenditori e giornalisti), seguono quelli dei parlamentari più in vista del Movimento 5 Stelle, Taverna, Di Maio, Di Battista, accolti con un boato dalla folla.

Nel mirino delle invettive più dure c'è il Presidente della Repubblica: "Napolitano è il principale responsabile dell'indecenza della situazione attuale e dovrà assumersi le sue responsabilità di fronte a questa piazza, ha i giorni contati" ha dichiarato Alessandro Di Battista. Poco prima anche Fabrizio Moro, il cantautore chiamato a cantare sul palco di piazza San Giovanni a Roma dopo il comizio di Beppe Grillo, non aveva risparmiato il Capo dello Stato: "Io amo tutto quello che è italiano. Io schifo Napolitano, non il politico, ma l’essere umano" ha intonato il cantante modificando i versi del suo brano Gastrite per l'occasione (nel testo originale "Stimo Giorgio Napolitano, non il politico ma l'essere umano").

Un Gianroberto Casaleggio visibilmente commosso ("Quando ho subito l'intervento uno dei medici mi ha detto: 'Ci sono tanti motivi per vivere'. Uno dei motivi è essere qui stasera!") ha preso la parola sul finale rispondendo alle accuse di Matteo Renzi. Lo ha fatto chiedendo alla piazza di inneggiare ad Enrico Berlinguer, che già Grillo aveva citato in Piazza Duomo a Milano ricordando come il responsabile Giustizia del Pci abbia indicato nei 5 stelle gli unici eredi della questione morale del leader comunista. Casaleggio sa di parlare in un luogo storico della sinistra: "Berlinguer è stato uno dei pochi a riempire questa piazza. Quando ieri Renzi ha detto a Grillo di sciacquarsi la bocca non sapeva di cosa parlava. Chiederei a tutti voi di urlare "Berlinguer", così lo sentono fino a Palazzo Chigi. Ecco, adesso Renzi deve chiedere a voi di sciacquarsi la bocca". La piazza ha risposto all'unisono.

Prima di lasciare il palco accompagnato da Grillo, il co-fondatore del Movimento 5 Stelle citando Papa Giovanni ha lanciato un appello finale a fare "una carezza a chi non è venuto, ditegli che questa è la carezza del Movimento, ditegli che il vostro futuro dipende anche da loro. Se non ce la facciamo questa volta rischia che non ce la faremo per un decennio". Ultimi a salire sul palco insieme a Grillo, i candidati al Parlamento europeo, poco più che comparse nel lungo comizio-show che è quasi una festa anticipata per il Movimento 5 Stelle.

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