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Movimento 5 Stelle, deputati sul tetto della Camera sospesi per 5 giorni: "Ci trattano come imputati"

  • Facebook Alessandro Di Battista

Sono stati sospesi per cinque giorni tutti i dodici deputati del Movimento 5 Stelle che una settimana fa hanno occupato il tetto della Camera per protestare contro il ddl sulle riforme e in difesa dell'articolo 138 della Costituzione. La decisione è stata presa dall’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati, nei confronti degli esponenti grillini che venerdì 8 settembre hanno raggiunto la vetta di Montecitorio e vi sono rimasti per le successive 24 ore, srotolando uno striscione in difesa della Carta Costituzionale.

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Le possibili sanzioni per il gesto eclatante dei deputati 5 Stelle, messo in atto proprio durante una seduta della Camera, erano state annunciate quasi immediatamente dalla Presidente della Camera Laura Boldrini. Convocati in una riunione dell’ufficio di presidenza durata oltre due ore, i dodici deputati sono stati raggiunti da un provvedimento di sospensione dai lavori della Camera per 5 giorni, a partire da venerdì 13 settembre, tranne che per la deputata Maria Edera Spadoni, per la quale l'allontanamento dall'Aula partirà da lunedì prossimo, visto che al momento si trova in missione.

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Il provvedimento è passato con le sole astensioni degli esponenti 5 Stelle e del rappresentante della Lega: durante la riunione è stato raggiunto un compromesso tra i rappresentanti dei gruppi parlamentari rispetto alla proposta iniziale dei questori, che consisteva in una settimana di sospensione. A motivare la sanzione comminata ai grillini c'è la gravità del gesto, ritenuto lesivo della dignità delle istituzioni, e soprattutto l’esposizione del simbolo dei grillini sulla facciata del palazzo di Montecitorio, mentre è scomparso qualsiasi accenno al presunto surplus di spesa che il fatto avrebbe provocato (circostanza paventata dalla Boldrini nelle ore della protesta grillina).

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E' lunga la coda di polemiche seguita alla sospensione. I deputati 5 Stelle lamentano un trattamento particolare e discriminatorio: "Ci hanno trattato come imputati in un processo - ha commentato la deputata M5S Laura Castelli - Ci hanno trattati come se fossimo diversi da loro, come a scuola. E’ inammissibile, è grave". Più duro il commento del deputato Alessio Villarosa: "Io mi sono sentito in dittatura. Boldrini e Adornato ci hanno chiesto che garanzie avessero che noi non stessimo riprendendo o registrando. Siamo stati costretti a mettere i telefonini sul tavolo".

Già le sole modalità di svolgimento della riunione hanno scatenato le proteste dei grillini, visto che ai deputati sarebbero stati sequestrati i cellulari e impedito di trasmettere la diretta streming dell'incontro in base ad una non meglio specificata norma di regolamento. Circostanza, questa, smentita dall'ufficio di presidenza. Il provvedimento non prevede alcuna sanzione pecuniaria nei confronti dei 12 deputati M5S, come inizialmente richiesto dai deputati questori.

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