Excite

Movimento 5 Stelle: le reazioni alla denuncia shock di Favia contro Casaleggio

  • Facebook

La bomba è scoppiata ieri sera a Piazzapulita e i suoi effetti si sono fatti sentire subito: le parole durissime di Giovanni Favia, consigliere regionale emiliano del Movimento 5 stelle, contro il leader Beppe Grillo e il suo braccio destro Gianroberto Casaleggio hanno scatenato un putiferio politico e mediatico. Con ripercussioni trasversali che hanno investito anche il mondo giornalistico, in merito alle modalità con cui sono state carpite le confessioni di Favia. Quel che è certo è che lo sfogo del consigliere, che accusa Casaleggio di essere la vera mente del Movimento condizionandone ogni aspetto in modo autoritario, rappresentano lo scossone più forte mai subito dai 5 Stelle nella loro breve vita politica.

Favia, dichiarazioni shock: "Nel Movimento 5 Stelle la democrazia non esiste"

Nel day after arrivano le inevitabili precisazioni dai protagonisti di questa clamorosa vicenda: innanzitutto quella di Favia, una parziale retromarcia tesa più a giustificare l’ingenuità della confessione resa al giornalista che a smentire il contenuto della stessa. Perché un problema di democrazia nel Movimento esiste e non si può far finta di niente. Dal suo profilo Facebook, Favia spiega così la sua posizione: "Nel mio sfogo del fuorionda, parlando di assenza di democrazia, non attaccavo il Movimento, ma un problema che oggi abbiamo e che presto dovrà risolversi. Ovvero la mancanza di un network nazionale dove poter costruire collettivamente scelte e decisioni, comprese le inibizioni e le attribuzioni del logo. Questa falla concentra tutto in poche mani, seppur buone e fidate, generando una contraddizione che spesso sul territorio ci viene rinfacciata".

Cambia poco rispetto alle più dirette dichiarazioni diffuse da Piazzapulita, una leggerezza dettata probabilmente dalla mancanza di esperienza nel trattare con i cronisti: "E' stato un grave errore lasciarmi andare ad uno sfogo privato e scomposto, rubatoda un cronista di cui mie ero fidato". Per giustificare la sua rabbia Favia rievoca il momento in cui è stata registrata quella confidenza: era fine maggio scorso, quando nel Movimento 5 Stelle emiliano erano nate tensioni per l’inattesa epurazione (tramite post sul blog di Grillo) di Valentino Tavolazzi, consigliere comunale ferrarese di cui si dice grande amico. Una situazione che ha fatto esplodere tutti i dubbi sulla gestione del comico genovese e soprattutto di Casaleggio, con cui Favia sostiene di aver sempre avuto rapporti "estremamente critici". Paradossalmente, proprio nella serata di ieri, i due si erano sentiti al telefono dopo mesi di silenzio per chiarire alcune dinamiche del Movimento, poco prima che la denuncia del consigliere irrompesse nel programma di Formigli.

Il fuori-onda Giovanni Favia a Piazzapulita: guarda il video

Convinto della bontà del progetto politico, Favia non rinnega la sua esperienza, ma decide di farsi da parte: "In questi anni, dando anima e corpo, credo d’aver portato tanta acqua al mulino del movimento. Ieri ne ho fatta drenare un pò. Non avete idea di quanto questo mi colpisca al cuore. Tra qualche mese, come ognisemestre, rassegnerò le mie dimissioni e saranno i cittadini dell’Emilia-Romagna tramite votazione, a valutare se respingerleo accettarle".

Sull’altro fronte, quello delle “vittime” dell’attacco di Favia, la risposta non arriva dal leader e ispiratore del Movimento, ma dal principale accusato: Grillo per ora tace, Casaleggio invece si fa avanti, e controbatte anche a nome del comico genovese, utilizzando proprio il suo blog. Un messaggio dai toni diretti ed essenziali, volto a smontare punto per punto la tesi di Favia: "Né io, né Beppe Grillo abbiamo mai definito le liste per le elezioni comunali e regionali. Né io, né Beppe Grillo, abbiamo mai scritto un programma comunale o regionale. Né io, né Beppe Grillo abbiamo mai dato indicazioni per le votazioni consigliari, né infiltrato persone nel MoVimento Cinque Stelle".

E’ intervenuto oggi anche uno dei più noti tra i candidati grillini, quello che certamente è arrivato più in alto: Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, non si nasconde e dice la sua sull’importanza di una gestione trasparente del Movimento: “In passato ci sono stati incontri nazionali, probabilmente in vista delle elezioni politiche nazionali un congresso serve – ha dichiarato, escludendo che Favia debba dimettersi - Se lui ha espresso una sua preoccupazione, una sua perplessità, le cose si risolvono sempre con il dialogo”. Ma Pizzarotti rigetta con convinzione l’ipotesi di condizionamenti da parte di Casaleggio o di Grillo, almeno a Parma: “Qui non ci sono state ingerenze, le liste le abbiamo fatte da soli, i consiglieri e gli assessori li abbiamo a maggior ragione scelti in autonomia, e non ci sono infiltrati”.

Pizzarotti sul M5S: "Serve un congresso". Guarda il video

Nella marea di critiche e reazioni c’è poi il dibattito sull’aspetto più squisitamente giornalistico della vicenda: è giusto rendere pubblica una confidenza carpita con l’inganno? Tra i grillini c’è ovviamente chi chiede a Grillo di fare chiarezza, ma moltissimi contestano le modalità con cui le parole di Pizzarotti sono state rese note. Eppure di strafalcioni imbarazzanti colti da microfoni accesi all’insaputa degli incauti oratori ne è piena la storia politica nazionale. E quest’ultimo episodio è destinato a condizionarla non poco.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017