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Movimento 5 Stelle: "Occuperemo il Parlamento". Protesta per sbloccare le Commissioni

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Il Movimento 5 Stelle annuncia una protesta clamorosa contro lo stallo del Parlamento: deputati e senatori grillini chiedono da settimane che le Commissioni permanenti delle due Camere possano iniziare a lavorare indipendentemente dalla formazione del governo. Un appello cui si sono uniti anche Sel e Fratelli d'Italia, mentre Pd, Pdl e Scelta Civica hanno opposto un rifiuto motivato dalla necessità di individuare una maggioranza ed un'opposizione in Camera e Senato. Per questo i 5 Stelle annunciano la loro decisione di occupare le Camere: un gesto estremo per sbloccare lo stallo post-elettorale.

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I dettagli dell'iniziativ, saranno discussi nella giornata di lunedì, ma la decisione è ormai ufficiale, come ha spiegato la deputata Giulia Sarti in un'intervista alla Stampa: "Martedì noi Cinque Stelle occuperemo la Camera perché vogliamo che si formino le commissioni permanenti, staremo lì fino a mezzanotte". Posizione confermata anche dal senatore Maurizio Buccarella, che apre anche ad altri gruppi: "Siamo concordi che si debba fare qualcosa, magari coinvolgendo anche gli altri parlamentari che la pensano come noi, non solo i 5 Stelle. Anche noi abbiamo in animo di sollevare la questione con un'iniziativa eclatante".

Anche la capogruppo alla Camera Roberta Lombardi, in un post sul suo profilo Facebook, ribadisce la linea del Movimento: le commisisoni possono formarsi ed iniziare a legiferare, per regolamento, anche senza la formazione di un nuovo esecutivo. "I partiti bloccano il Paese mentre si spartiscono le poltrone - scrive la Lombardi - Il parlamento può iniziare a lavorare".

A suffragare l'ipotesi che le Commissioni parlamentari possano formarsi anche prima dell'insediamento del governo è l'ex presidente della Consulta Giovanni Maria Flick: "In questo momento è prioritario non paralizzare il lavoro. Sia nei regolamenti sia nella Costituzione non c’è nulla che in merito alle Commissioni faccia riferimento a un problema di maggioranza e minoranza - ha spiegato l'ex Guardasigilli - Il regolamento di Montecitorio dice che i gruppi designano i loro rappresentanti nelle Commissioni subito dopo essersi insediati. Al Senato entro 5 giorni. E quando i gruppi si insediano non c’è ancora un nuovo governo in carica".

Dunque non esisterebbero impedimenti formali all'avvio dei lavori delle Commissioni. Una tesi condivisa anche dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, che si è detta d'accordo ad avviare il processo di formazione degli organismi parlamentari. Più di una perplessità, invece, è stata espressa al Senato dal Presidente Grasso, che ha sottolineato la necessità di "una maggioranza e di una opposizione" in Parlamento affinchè le Camere siano pienamente operative.

Non mancano i pareri apertamente contrari, come quello di Stefano Ceccanti, costituzionalista ex senatore Pd secondo il quale le Commissioni debbono nascere successivamente alla formazione dell'esecutivo, in modo tale da rispettare il rapporto fiduciario tra governo e Parlamento e da bilanciare la rappresentatività. Ma nello stesso Partito democratico si è aperta una breccia a sostegno della tesi dei grillini: circa trenta esponenti provenienti da tutte le correnti del partito hanno promosso un appello affinchè possano partire subito i lavori degli organismi parlamentari. Tra i promotori anche Pippo Civati: "Le Commissioni possono essere uno strumento in più per aprire una dialettica su un futuro governo, per esempio sulle proposte comuni che abbiamo sui 5 stelle. Se invece diventasse una spartizione nelle segrete stanze sarebbe un grande errore".

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