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Movimento 5 Stelle scarica Becchi dopo le frasi sui "fucili": "Non è il nostro ideologo"

  • beppegrillo.it

"Paolo Becchi non è un ideologo del Movimento 5 Stelle": così Beppe Grillo e i cittadini eletti in Camera e Senato tra le fila del Movimento prendono le distanze dal professore di Filosofia dopo le sue dichiarazioni sull'attentato a Palazzo Chigi. Parole che suonano come macigni, con la teoria che il gesto di Preiti davanti a Montecitorio risulti utile al governo Letta e che dopo la nomina di Saccomanni all'Economia non ci si debba stupire se si arriva ad "imbracciare i fucili".

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A scatenare la polemica sono state le dichiarazioni di Becchi, professore vicino al Movimento 5 Stelle, rilasciate al programma radiofonico La Zanzara: "Le rivoluzioni non sono sempre pranzi di gala e quando la situazione diventa esplosiva nella storia abbiamo avuto esempi di questo genere. Abbiamo un presidente rieletto che neanche in Venezuela - ha lamentato Becchi in merito alla rielezione di Napolitano - Una situazione eccezionale". Poi la teoria sull'attentato organizzato da Luigi Preiti, che ha come effetto quello di ricompattare i partiti tradizionali in nome dell'emergenza sociale: "Basta guardare la maggioranza che ha ottenuto questo governo per rendersi conto che gli spari a palazzo Chigi lo hanno rafforzato. La colpa poi viene attribuita al Movimento 5 stelle. Così si prendono due piccioni con una fava".

E ancora: "La prima provocazione doveva avvenire con atti di violenza quando Grillo era a Roma la sera dell'elezione di Napolitano. Poi lui non è andato in piazza, l'ha capito e per questo non è andato. Ora ne vedremo delle belle". Infine, la previsione che ha scatenato il comprensibile disagio del Movimento 5 Stelle, che spesso ha ospitato in questi mesi gli interventi di Becchi sul blog di Grillo: "Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all'economia" ha dichiarato il professiore in riferimento alla nomina di Maurizio Saccomanni di Bankitalia al dicastero dell'Economia.

Immediata la reazione del Movimento, già oggetto di attacchi concentrici all'indomani dell'attentato a Palazzo Chigi per i toni eccessivi e pericolosi contro la Casta: "In merito alle 'uscite' odierne del professor Paolo Becchi in diversi mezzi di comunicazione, i gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle di Camera e Senato prendono nettamente le distanze da tutto quanto proferito dal docente dell’ateneo genovese. Inoltre si ribadisce che il professor Becchi non è un ideologo del M5S, si tratta semmai di un’etichetta attaccata al personaggio sulle cui posizioni deputati e senatori non si riconoscono affatto. M5S Camera e Senato".

Una presa di distanza ferma e decisa è arrivata anche dal capogruppo al senato Vito Crimi: "Il Movimento 5 Stelle tiene a specificare che il professor Becchi, che spesso viene erroneamente definito 'ideologo' del Movimento stesso, è in realtà un semplice simpatizzante che non è in relazione alcuna né con il Movimento né con chi ha gettato le basi per farlo nascere e crescere, né ha in alcun modo relazione alcuna, ufficiale o ufficiosa, con gli attivisti e tanto meno con gli eletti e i portavoce - scrive Crimi sul suo profilo Facebook - Le sue idee sono pertanto espresse a titolo personale e non rappresentano il pensiero del Movimento 5 Stelle, che ogni giorno è impegnato con serietà e determinazione nelle istituzioni per conferire sostanza alle speranze di cambiamento che quasi nove milioni di italiani gli hanno consegnato.". Nello specifico, sulle dichiarazioni shock di Becchi, Crimi ha stigmatizzato l'intervento a La Zanzara, confermando che il Movimento "prende le distanze e si dissocia con fermezza dalle interpretazioni del professor Becchi".

Eppure lo stesso blog di Beppe Grillo, nella giornata della sparatoria, ospitava un post dal titolo "Mezzogiorno di fuoco a Palazzo Chigi" in cui Becchi proponeva con toni meno incendiari più meno la stessa tesi, ovvero che attentati come quello di Preiti "spingono a dare tutto il sostegno possibile ad un governo che è privo di un programma politico adeguato ai bisogni del Paese, un inconcepibile governo Pd che persegue l’unico scopo di salvaguardare gli interessi del Pdl dopo aver sbandierato la necessità di un cambiamento. Un attentato come questo ricompatta con il solito vecchio cliché: uniti contro la violenza e, al contempo, uniti contro chi semina la violenza e qui il messaggio è chiaro". Lo stesso Becchi sottolineava la demonizzazione partita nei confronti del Movimento 5 Stelle, accusato di aver istigato alla violenza: "Del gesto eclatante vi è comunque un responsabile: il M5S che con il suo linguaggio inciterebbe ad atti di questa natura. E così si prendono due piccioni con una fava. Ma il M5S non si farà impallinare tanto facilmente. Questo governo porterà il Paese alla catastrofe ma di questo è responsabile il Modello Unico e non il M5S che sarà l’unica vera opposizione".

Lo stesso Becchi ha risposto alle polemiche definendo il suo intervento radiofonico "uno scherzo". Intervistato da Skytg24, il filosofo ha tenuto a precisare: "Non sono il suo ideologo, ho sempre parlato a titolo personale. Non sono neppure attivista del movimento". Più articolata la risposta che ha fornito all'Adnkronos: "Non ho detto niente di eclatante, né ho mancato di rispetto ad alcuno. Ho semplicemente detto che se la situazione continua a degenerare chissà dove si va a finire (...) il mio era un discorso sulla rivoluzione, non c'era alcuna istigazione alla violenza. Sono certo di quel che dico, ho la coscienza pulita. Le mie parole sono state strumentalizzate, sono caduto nella trappola, ahimè". E in merito alla presa di distannza dei 5Stelle, anche Becchi ci ha tenuto a precisare che non è nè l'ideologo dei grillini nè è stato mai iscritto al Movimento: "Io non rappresento il M5S, non ho mai voluto assumere questo ruolo (...) un Movimento anti-ideologico come quello dei 5 Stelle non ha certo spazio per un ideologo, tanto meno per me. Non voglio in alcun modo danneggiarlo e spero di non averlo fatto".

Ospite da Santoro a "Servizio pubblico", Paolo Becchi ha ripetuto di aver ustato un tono di scherzo durante la sua intervista a "La Zanzara" ed ha invitato tutti a riascoltare le sue parole. Il conduttore ha riportato il virgolettato dell'intervista in questione evidenziando l'inciso in cui effettivamente Becchi ha detto "sto scherzando". Ma è lo stesso Santoro a precisare che "non si capisce bene dove sia lo scherzo".

Il professor Paolo Becchi a Servizio pubblico

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