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Movimento 5 Stelle vs Massimo Gramellini: dalle slot machine alle adozioni, il giornalista sbaglia su tutta la linea

  • beppegrillo.it/Youtube

di Claudia Gagliardi

Dalle pagine del blog di Beppe Grillo l'ultimo anatema contro i giornalisti ha individuato in nome eccellente. Trattasi di Massimo Gramellini, scrittore e vicedirettore de La Stampa, finito nel mirino del Movimento 5 Stelle per un intervento che lacunoso è dir poco durante programma di Fabio Fazio Che Tempo Che Fa, nella puntata di sabato 21 dicembre. Il giornalista, nella sua rubrica settimanale per il talk show, si era occupato del tanto discusso emendamanento che prevedeva il taglio di fondi alle Regioni e ai Comuni che scelgono di vietare la proliferazione delle slot machine, una sorta di "punizione" per recuperare danaro a titolo di mancati introiti per le casse dello Stato. A far discutere è stata la ricostruzione oggettivamente imprecisa di Gramellini.

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A proposito della norma sul gioco d'azzardo, poi cancellata dalla versione definitiva della Legge di Stabilità approvata in Parlamento, Gramellini ha parlato di "un emendamento folle" attribuendo a Matteo Renzi il merito della sua eliminazione. Peccato che la situazione fosse più articolata di quanto spiegato dall'intervento in diretta tv del giornalista: "Nembo Kid Renzi è subito intervenuto - questa settimana ha fatto tutti questi interventi, sembrava un portiere che parava tutti gli autogol - e ha ordinato a tutti i parlamentari di mettere rimedio alla porcata come lui l’ha definita. E l’emendamento è stato cancellato". Viva Renzi e il suo interventismo: il discorso potrebbe anche non fare una piega, se non fosse che a sollevare la questione sono state le opposizioni e in particolare il Movimento 5 Stelle.

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Dal blog di Beppe Grillo è partito un attacco al giornalista con la ricostruzione puntuale di come siano davvero andate le cose. Innanzitutto, si fa notare, Gramellini confonde Camera e Senato, attribuendo alla prima l'approvazione di un emendamento votato invece a Palazzo Madama. In secondo luogo a denunciare la gravità dell'emendamento "punitivo" nei confronti degli enti locali impegnati a combattere le slot è stato il senatore del Movimento 5 Stelle Giovanni Endrizzi, non certo il Pd. Senza contare che la proposta è stata avanzata ed approvata in prima battuta dalle forze della maggioranza: l'emendamento è stato presentato dalla vice presidente del gruppo Nuovo centro destra Federica Chiavaroli e approvato con i voti del Partito Democratico del neoeletto segretario Matteo Renzi, prima che lo stesso annunciasse la retromarcia del Pd.

La replica di Gramellini è arrivata a mezzo stampa, con un editoriale sul quotidiano di cui è vicedirettore: il giornalista spiega ai suoi lettori di essere stato bersaglio dei "consueti cinque minuti d’odio" che prima d'ora il blog di Grillo ha dedicato a "ben più illustri colleghi". Poi entra nel merito della questione rivendicando la correttezza del suo intervento da Fazio: "Nel raccontare a 'Che tempo che fa' lo svarione del Pd sul folle emendamento che puniva gli enti locali ostili al gioco d’azzardo, ho ricordato la parata di Renzi per sventare l’autogol. Secondo Grillo avrei invece dovuto sottolineare che l’emendamento era stato osteggiato dai Cinquestelle. Verissimo. Però è Renzi, non Grillo, che ha costretto il Pd a cambiare idea. Ed era quello il tema del mio intervento, tutt’altro che elogiativo nei confronti dei democratici".

Ma nell'editoriale di Gramellini c'è di più. Il giornalista lancia una sorta di sfida, senza però rendersi conto di averla persa in partenza. Un invito al Movimento 5 stelle ad occuparsi di cose ben più serie, come il blocco delle adozioni per le 24 coppie italiane in Congo, tema affrontato nella puntata successiva del talk show: "Sempre a 'Che tempo che fa' ho parlato delle famiglie italiane intrappolate in Congo con i bambini appena adottati - scrive Gramellini nel suo editoriale su La Stampa - Avrei preferito che Grillo si occupasse di loro e non di me. Se gli riuscisse di riportarli in Italia, garantisco che canterò in diretta l’inno dei Cinquestelle, ai quali estendo con piacere i miei auguri per un Natale senza più vaffa". Anche qui c'è una lacuna evidente e la ricostruzione di Gramellini fa ancora una volta il gioco di Grillo.

Il Movimento 5 Stelle, infatti, è stato il primo a denunciare la sconcertante situazione in cui sono venuti a trovarsi i genitori adottivi bloccati in Congo con i loro bambini e sta portando avanti una battaglia dentro e fuori dal Parlamento affinchè la situazione burocratica che impedisce il loro ritorno in Italia possa risolversi al più presto. Un'altra cantonata che fa gridare alla vittoria i gillini: "Il vice direttore de La Stampa Gramellini canterà l’inno a 5 stelle in diretta tv. Lo ha solennemente promesso ai suoi lettori! Gramellini alleni l’ugola" si legge con tono trionfante sul blog di Beppe Grillo. I pentastellati ricordano di essere stati "in data 10 dicembre 2013" la "prima forza parlamentare" in assoluto ad aver "sollevato il caso in Senato con una interrogazione ai Ministri degli Esteri e dell’Integrazione", ricordando tutte le azioni intraprese successivamente affinchè il caso si imponesse all'attenzione dell'opinione pubblica e delle autorità competenti e promottendo che il Movimento "se ne occuperà fino a che non verrà risolto positivamente".

C'è da dire che a Massimo Gramellini non difetta l'ironia, che anzi fa parte del suo stile da sempre, quindi non è detto che nella prossima occasione pubblica, se deciderà di ammettere gli errori nei confronti del Movimento 5 Stelle, non accenni l'inno dei grillini per chiudere definitivamente la vicenda.

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