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Nato invita il Montenegro nell'Alleanza Atlantica, la Russia: 'Pronti a chiudere i rapporti'

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Nuovo scontro tra la Russia e le potenze occidentali? La situazine potrebbe peggiorare dopo che la Nato ha invitato il Montenegro a far parte dell'Alleanza Atlantica. L'annuncio è arrivato dal segretario generale Jens Stoltenberg che ha parlato di "decisione storica" che allargherebbe il numero dei paesi a ventinove. Il processo d'ingresso durerà tra i 12 e i 18 mesi e si tratta del primo allargamento della Nato dopo il 2009 quando fu la volta di Albania e Croazia.

L'apertura ad est non viene gradita dalla Russia che già più volte si era detta contraria all'ingresso di Podgorica nel Patto sostenendo che minerebbe la stabilità dei Balcani occidentali. Milo Djunkanovic, premier del Montenegro, non nasconde il suo entusiasmo: "È il giorno più importante per il Montenegro dopo il referendum del 2006 per l'indipendenza". Gli fa eco il ministro degli Esteri Igor Luksic: "L'invito al negoziato avrà un impatto sui tutti i paesi vicini, sia quelli che aspirano ad entrare nella Nato, sia quelli che ancora esitano".

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La decisione della Nato è un segnale alla Russia, un modo per far capire che non può esistere nessun veto sull'espansione a est. La scelta aveva già fatto arrabbiare i russi che avevano parlato di "un errore, una provocazione" e i toni oggi sono molto simili e ancora più netti. Il capo del Consigio della Federazione russa ha fatto sapere che saranno interrotti i programmi di collaborazione con il Montenegro in caso di ingresso nella Nato.

Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha continuato sulla stessa linea: "Mosca ha sempre detto che l'espansione della Nato e delle sue strutture militari a est non può essere lasciata senza risposta da parte russa, a garanzia della sicurezza". I rapporti diplomatici tra i ministri degli Esteri della Nato e Mosca si sono interrotti lo scorso aprile dopo l'annessione della Crimea. Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha confermato che è possibile che torni a riunirsi il Consiglio Nato-Russia come "strumento di impegno politico".

A calmare le acque ci prova John Kerry, segretario di Stato degli Usa, che ha sottolineato che "la Nato è un'alleanza difensiva che esiste da 70 anni e non costituisce una minaccia per nessuno. Non è un'organizzazione offensiva e non è focalizzata sulla Russia, né su nessun altro". Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri, precisa che la decisione della Nato "non è una decisione contro qualcuno" ma l'obiettivo è "rafforzare la sicurezza sia nella zona dei Balcani che in quella dell'Adriatico: quindi interessa direttamente il nostro Paese".

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