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Nelson Mandela, condizioni di salute "critiche": "Tenuto in vita artificialmente"

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Nelson Mandela è in fin di vita. Le indiscrezioni trapelate nelle ultime ore - secondo le quali sarebbe attaccato a un respiratore da giorni - stanno trovando riscontro in alcune decisioni 'ufficiali' che sembrerebbero confermare che il premio Nobel per la pace si sta spegnendo: il presidente sudafricano Jacob Zuma ha infatti annunciato di avere cancellato il suo viaggio in Mozambico previsto per domani e oggi al capezzale del leader del movimento anti-apartheid si sono riuniti i notabili del clan reale dei Thembu, al quale Mandela appartiene, per parlare delle ultime volontà dell'ex presidente.

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"Mentre lui rimane in condizioni critiche, noi dobbiamo tenere lui e la sua famiglia nelle nostre costanti preghiere", è stato l'invito di Zuma al Paese: un appello praticamente inutile, dal momento che da giorni il popolo del Sudafrica è stretto intorno al suo leader, al suo 'tata', che in lingua Xhosa è una formula di rispetto per dire 'padre'. Centinaia e centinaia di persone affollano infatti l'area intorno all'ospedale di Pretoria dove Mandela è ricoverato dall'8 giugno e in terra ormai c'è un tappeto di fiori, peluches, foto, disegni, lettere e messaggi di ogni tipo.

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Tutti sanno con un peso su un cuore che Madiba - il nome di clan dell'ex presidente - sta per lasciarli e ognuno vuole essere lì, con lui, fino all'ultimo, in spirito o di persona, come ha spiegato ai media Franz, un giovane accampato da giorni vicino al 'muro degli omaggi' del Mediclinic Heart Hospital: "E' triste, ma non c'è nulla che possiamo fare oltre ad augurarci che lui sia in pace". La tristezza è enorme, ma il lascito del leader del movimento anti-apartheid lo è altrettanto: "Per me è come Gesù... Mandela non si è mai vendicato di quelli che l'hanno perseguitato, ma ci ha detto di restare uniti", ha detto infatti Sibanyoni, una donna di 41 anni. "Quando se ne andrà dobbiamo tenerci tutti per mano. Questo è quello per cui ha lottato e sofferto Mandela, questo è quello che lui si aspetta dalla sua 'Nazione Arcobaleno'", ha concluso Stephen Makanamsa.

Eppure, anche in mezzo a tanta partecipazione e unità, non mancano le polemiche e ad accenderle sono stati proprio i familiari di Madiba. L'ex presidente, infatti, avrebbe espresso il desiderio di essere sepolto a Qunu, villaggio dove lo stesso Mandela ha detto di avere trascorso gli anni più belli dell'infanzia e dove ha vissuto a lungo prima che le sue condizioni di salute si aggravassero. Volontà accolta da gran parte del clan-famiglia del 'tata', ma non condivisa dal nipote Mandla, da sempre molto caro al vecchio patriarca. Il giovane infatti vorrebbe che Madiba fosse sepolto nel villaggio natale di Mvezo (a 30 km da Qunu), dove dal 2011 si trovano anche i resti di tre dei figli dell'ex presidente: Makgatho (padre di Mandla), Makaziwe e Thembekile. Secondo le ultime notizie fcircolate sui media, nei giorni scorsi a tale proposito si è consumata un'accesa riunione di famiglia e alla fine a uscirne sconfitto è stato proprio Mandla. E non a caso a Qunu è comparso un piccolo escavatore giallo.

Uno strascico polemico che tuttavia sembra manifestare più affetto che altro: ogni parte della famiglia - e per esteso del Sudafrica - vorrebbe ospitare la tomba del suo leader più grande, "una semplice pietra con su scritto Mandela", come lo stesso ex presidente ha sempre detto di immaginarla. E molto probabilmente, prima che i giorni terreni di Madiba finiscano, lo strappo sarà ricucito, la soluzione trovata e sarà tempo solo per il ricordo.

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