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Nessuna candidatura gay nelle liste del PD

Dopo aver strappato, a fine 2006, la tessera dei Ds (contrari alle adozioni per le coppie gay) , Aurelio Mancuso, segretario nazionale dell'Arcigay, prende le distanze anche dal Partito Democratico. E il Pd risponde non candidando nessun omosessuale all'interno delle proprie liste.

Walter Veltroni, che il sito Gay.it candida come il politico più amato dalla comunità omosessuale, pare che a questo punto sia in forte difficoltà. L'annessione dei Radicali al Pd doveva servire, infatti, anche a coprire la fascia di elettorato "diversa" dal mondo cattolico e laico-cristiano: comunità gay in primis. Ma così non è stato.

Nel Pd dicono che, almeno per ora, non è prevista nessuna candidatura di una rappresentate o un rappresentante degli omosessuali italiani. Almeno per ora, tale scelta pare infatti sia legata alla fresca candidatura del "templare Andrea Sarubbi", conduttore di "A tua immagine" (la trasmissione di Rai Uno in cui viene trasmesso l'Angelus del Papa). Una parallela presenza gay nelle liste comuni del Partito Democratico di certo avrebbe creato più di una polemica.

Intanto l'Arcigay, il cui leader si candida con la Sinistra Arcobaleno, punta tutto sul comune di Roma. "Arcigay Roma e ArciLesbica Roma hanno elaborato una piattaforma rivendicativa che, nei prossimi giorni sottoporranno ai candidati a sindaco e ai consiglieri per il Comune di Roma e per i diversi Municipi. La piattaforma 'Batti il cinque alla comunità lesbica gay e trans' si articola in cinque punti fondamentali per la costruzione di una capitale europea, di una città moderna, plurale, aperta a tutte le culture e a tutte le identità. Per l'asilo politico di gay lesbiche e trans perseguitati o condannati a morte in altri paesi, Roma si attivi per far abolire le condanne a morte e per sostenere progetti di accoglienza e di cittadinanza. Perché la nostra città si accrediti come capitale della difesa dei diritti umani e civili anche attraverso la costituzione di parte civile del Comune di Roma in cause che riguardano la discriminazione delle persone Lgbt». Lo comunicano, in una nota, Arcigay e Arcilesbica Roma.

"Le persone omosessuali o transessuali in molti paesi rischiano la pena di morte o sono pesantemente perseguitati. Spesso cercano vie di fuga in Europa. Roma può essere la capitale del diritto d'asilo per coloro che rischiano la pena capitale per il solo fatto di essere gay" - dichiara Francesca Grossi, presidente del Circolo di Arcilesbica di Roma - "Per questo chiediamo che la città di Roma si faccia promotrice di tutte le iniziative politiche e culturali che possano concedere tutela agli omosessuali che fuggono dalla pena di morte così come alle donne lesbiche e non che rischiano la condanna a morte a causa di leggi discriminanti del genere o dell'orientamento sessuale. Una Roma europea si può fare".

Tutte istanze che, pare, il Pd al momento non sia in grado si soddisfare.

Ultim'ora: "Il Pd candida nelle sue liste una delle persone piu' impegnate nella battaglia a favore degli omosessuali e contro l'omofobia, Paola Concia". Ad annunciarlo è il segretario del Pd, Walter Veltroni, durante una conferenza stampa.

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