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Nichi Vendola assolto dall'inchiesta sanità: le informazioni

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"Per me è un momento di felicità", un Nichi Vendola evidentemente commosso ha commentato così, a caldo, la notizia dell'assoluzione con formula piena dall'accusa di abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta sulla sanità che lo vedeva coinvolto con l'ex direttore generale dell'Asl di Bari, Lea Cosentino, per un concorso per la carica di primario. "Sono stato in questi anni usato come contraltare per le più scandalose inchieste che hanno coinvolto un pezzo di ceto politico verminoso. Io sono una persona perbene ed è stato per me bere un calice amaro", ha detto il governatore della Regione, rimandando ulteriori dichiarazioni a una conferenza stampa prevista per le 12.

Nichi Vendola assolto si commuove: "Sono una persona perbene"

Questa mattina Vendola si è presentato in tribunale poco prima delle 9.30, con eccezionalmente al suo fianco il compagno Ed Testa, solitamente molto discreto e restio a comparire con il politico durante occasioni ufficiali. Stavolta però si trattava di un evento particolare: "Non c'è stato verso", ha infatti commentato con un sorriso il governatore.

Nell'ultima udienza, i pm Lino Giorgio Bruno, Francesco Bretone e Desirée Digeronimo avevano chiesto la condanna a 20 mesi di reclusione - con la formula del rito abbreviato - tanto per Vendola che per Cosentino, ritenendo il primo copevole di pressioni e la seconda connivente per la riapertura del concorso per un posto da primario all'ospedale San Paolo di Bari, in modo da permettere di partecipare al professore Paolo Sardelli. Un abuso, per l'appunto, che avrebbe danneggiato il medico Marco Luigi Cisternino, parte civile nel processo.

Ma per il gup del tribunale di Bari, Susanna De Felice, "il fatto non sussiste" e pertanto ha deciso per l'assoluzione piena sia del governatore che dell'ex dirigente Cosentino. Quest'ultima si è detta soddisfatta e ha commentato la decisione affermando: "Giustizia è fatta. Non sono mai stata mossa da sentimenti di rancore o odio nei confronti del presidente".

Da parte sua, Nichi Vendola aveva detto che se fosse stato condannato si sarebbe ritirato a vita privata, lasciando la politica, e ora invece questa sentenza gli permette di tornare a concentrarsi sulla corsa alle primarie, riaprendo di fatto una campagna che sembrava destinata ad avvitarsi su un confronto (scontato?) tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi.

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