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Nicola Cosentino: "Io il re degli impresentabili. Alfano? Un perdente di successo"

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Per Nicola Cosentino è il day after: ieri l'esclusione dalle liste del Pdl per le prossime elezioni, oggi la parola spetta a lui, il plurinquisito coordinatore regionale del partito. La sua conferenza stampa a Napoli si è trasforma nella resa dei conti finale, con i ringraziamenti a Berlusconi, la precisazione di non aver rubato i documenti con gli elenchi di firme dei candidati e soprattutto l'affondo a colui che lo ha messo alla porta, il segretario Pdl Angelino Alfano. Questo ed altro nelle parole di Cosentino, che non ha rinunciato a qualche battuta di fronte alla ressa di fotografi e cronisti accorsi in massa all'hotel Excelsior: "Tutte queste foto per un impresentabile?".

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L'ex sottosegretario all'economia del governo Berlusconi ha dichiarato di aver accettato la scelta del partito senza polemiche e ha bollato come invenzioni giornalistiche tutte le ricostruzioni sul rocambolesco "furto delle liste" che sarebbe avvenuto nel pomeriggio di ieri, poco prima che la sua esclusione fosse ufficializzata: "Io non sono mai scappato da niente e da nessuno. Le liste sono state regolarmente consegnate - ha sottolineato Cosentino - Si è montato un caso e per evitare che ci potesse essere un mio ritorno in campo. È stato scritto di tutto. Che ero scappato con le liste, che volevo esserci a tutti i costi. Vi ho deluso, ma certo avete raggiunto l'obiettivo. Da adesso sono un cittadino comune". Il ruolo dei giornali, attacca Cosentino, è stato determinante nella sua carriera politica: "Le montature della stampa mi hanno impedito prima di essere candidato alla presidenza della Regione, e oggi candidato al parlamento. Ma accetto dalle liste senza nessuna polemica. Se può servire a prendere qualche voto in più e battere queste sinistre, va bene".

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Cosentino non si è mai arreso all'eventualità di spuntare un posto in lista e non ne fa certo mistero: "Ho lottato fino alla fine per ottenere la candidatura, ma non per avere l’immunità, che avrei potuto avere con gli altri partiti che mi hanno cercato. Ma io non vendo la dignità per l'immunità perché penso che valga molto di più. Non ho fatto un passo indietro" ha detto l'ex sottosegretario strappando anche numerosi applausi ai presenti. Una versione che contrasta con quella dichiarata da Silvio Berlusconi a Studio aperto: l'ex premier ha parlato di una "scelta dolorosa" causata da una "magistratura politicizzata" ed ha ringraziato gli esclusi dalle liste "per aver rinunciato sponte propria". Che non è esattamente lo spirito mostrato da Cosentino, il quale non ha nascosto la resistenza strenua alla sua esclusione.

Indagato in due procedimenti giudiziari per corruzione e collusione camorristica (nella richiesta d'arresto che pende a suo carico è indicato come "referente nazionale del clan dei Casalesi"), Cosentino prende le distanze da tutte le accuse e rivendica i suoi voti come "puliti": "L'unico referente vero dei Casalesi in Parlamento è l'onorevole Bocchino: è stato lui a essere eletto nel 1996 nel collegio di Casal di Principe. Mi riferisco alla parte buona dei cittadini di Casale ovviamente (...) Io nel '96 ero candidato a Piedimonte Matese, dove la camorra non è mai esistita, poi sono sempre stato candidato nei listini bloccati. E tra l'altro, l'unica volta che si è votato con le preferenze, ho perso alle provinciali del 2005. Mi chiedo: ma questi Casalesi sono un clan di fessi che si scelgono male il loro referente?". E sulla possibilità di finire in carcere, visto che il suo arresto è stato bloccato due volte da un voto contrario del Parlamento, Nick 'O mericano, così è chiamato dalle sue parti, si dice pronto ad affrontare la galera solo a fronte di una condanna definitiva.

Il "re degli impresentabili", come si è autodefinito in conferenza stampa, ha mostrato tutto il risentimento nei confronti di Angelino Alfano, grande promotore dell'operazione "liste pulite" e indicato come il vero artefice dell'esclusione del coordinatore regionale campano dalla corsa al Parlamento: "Si è detto che sono quasi venuto alle mani con Angelino Alfano. Ma no, io non ho niente rispetto alla categoria dei perdenti di successo. Ho profonda stima di Angelino come di tutto il gruppo dirigente" ha troncato lapidario il discorso. Anche sul suo avversario interno, il presidente della regione Campania Stefano Caldoro, ha tagliato corto, con una battuta ironica: "Lui è il buono, io il cattivo - ha detto Cosentino, sfidandolo a diventare il volto del partito sul territorio - Oggi il punto di riferimento è Caldoro il quale non potrà più giocare al buono e al cattivo. A lui la gestione della campagna elettorale. Sono certo che abbiamo una squadra vincente".

Cosentino ha assicurato che parteciperà alla campagna elettorale anche se non candidato ("lo farò col cuore") e che cercherà di "accelerare" la conclusione dei processi in cui è imputato. Poi ha espresso il rammarico per il rischio di disperdere il "garantismo che è il cuore della campagna liberale e del progetto di Silvio Berlusconi". E i ringraziamenti al Cavaliere per il sostegno ricevuto in questi anni: "Il presidente Berlusconi è una persona assolutamente straordinaria alla quale mi lega un vincolo di rapporto di stima e di amicizia".

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