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Nicolas Sarkozy fermato per corruzione in Francia: su Twitter valanga di insulti e battute

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Terremoto politico nella destra francese, con l’ex presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy in stato di fermo da diverse ore per una vicenda di traffico di influenze e corruzione.

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Non era mai successo, fino ad oggi, che un Capo dello Stato (non più in carica) in Francia venisse coinvolto in un’operazione giudiziaria in maniera così traumatica, al punto di rischiare l’arresto per gravi reati legati alla gestione della cosa pubblica.

Il massimo esponente dell’Ump è sottoposto ad interrogatorio di polizia da stamattina e il provvedimento che lo ha messo sotto custodia cautelare potrebbe essere prorogato di ulteriori 24 ore al termine della giornata, nel caso il magistrato ritenga vi siano le condizioni per trattenere il fermato estendendo i termini dell’atto restrittivo.

Nell’ambito della stessa inchiesta, sono stati arrestati l’avvocato Thierry Herzog, legale del leader francese e Gilbert Azibert, magistrato nonché avvocato generale della Corte di Cassazione accusato di aver interferito, in cambio di un prestigioso incarico concesso dall’Eliseo, in alcuni delicati procedimenti in corso, in particolare nelle indagini sul caso Tapie/Lyonnais e sulla vicenda Bettencourt, entrambi fatti d’interesse politico per Sarkozy.

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Grazie alle perquisizioni (con sequestro di materiale informatico e documenti) effettuate nelle abitazioni private dei due sospetti complici e soprattutto alle intercettazioni, gli inquirenti dell’ufficio anticorruzione hanno rilevato condotte illegali prolungate nel tempo risalendo alle responsabilità dirette di Nicolas Sarkozy e degli altri illustri indagati, sui quali potrebbero pendere le accuse di concussione e violazione del segreto istruttorio.

Oltre alle vibranti reazioni del mondo politico e dell’opinione pubblica in Francia, si registrano in queste ore interventi a getto continuo di giornalisti e rappresentanti dei partiti italiani, spesso riassunte in tweet e post su Facebook carichi di ironia o di indignazione a secondo dell’orientamento dell’autore.

Si va da chi, come il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, usa il sarcasmo per domandarsi retoricamente “vediamo se Sarkozy dirà che è un complotto delle toghe rosse a chi invece non resiste alla tentazione di scherzare sulla first lady dell’Eliseo degli anni passati: “Chissà quanti secondi ci metterà Carla Bruni a lasciarlo?” si chiede l’utente @simonetoscano non senza una buona dose di “cattiveria”.

Altri, in primis l’esperto di cronaca nera e misteri politico-giudiziari Gianluigi Nuzzi, puntano sul paragone col “porto delle nebbie” di romana memoria, stavolta “in versione Alain Delon mentre il convitato di pietra, inutile dirlo, per la maggioranza dei commentatori è l’omologo italiano Silvio Berlusconi, evocato in tantissimi cinguettii quasi sempre come “cattivo maestro” e “modello” dell’amico-nemico Nicolas Sarkozy.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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