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Nimrud distrutta dall'Isis, Unesco: "E' un crimine di guerra"

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Il sito archeologico assiro di Nimrud è stato quasi interamente raso al suolo da miliziani dell'Isis, che a bordo di diversi bulldozer hanno devastato reperti di inestimabile valore. A darne notizia è stato il ministero del turismo dell'Iraq.

Nimrud si trova nei pressi della città di Mosul, attualmente finita nelle mani del Califfato islamico di Abubakr al Baghdadi. L'Isis già all'inizio del 2015 aveva minacciato l'intenzione di voler radere al suolo il sito di Nimrud perché "contenente monumenti che offendono l'Islam".

L'Unesco, tramite la direttrice generale Irina Bokova, ha parlato di "crimine contro l'umanità". Bokova ha detto di sperare che "la popolazione di quella regione abbia un moto di rivolta contro queste barbarie".

Isis, minacce a Twitter

Nimrud fu fondata tra il 1274 ed il 1245 avanti Cristo. Una città ricchissima di storia, che ebbe il punto di maggiore influenza quando Assurbanipal II la rese capitale dell'impero Assiro (883-859 avanti Cristo) arrivando a contare oltre 100mila abitanti.

Gli scavi ebbero due momenti: tra il 1845 ed il 1873 e fra il 1949 e la metà degli anni '70. Fra i reperti di maggior valore una statua di Assurbanipal II ed un tesoro contenente 613 fra gioielli d'oro e pietre preziose.

La distruzione del sito di Nimrud segue di pochi giorni quella del museo di Mosul, considerata l'antica Ninive, mostrata da una clip di cinque minuti in cui uomini dell'Isis sfracellano statue, sculture ed oggetti antichissimi con picconi e martelli pneumatici. In quella clip, si può ascoltare un jihadista Isis dire: "Quelle alle mie spalle sono i resti di idioli che certe popolazioni usavano per omaggiare un culto differente da quello di Allah".

Ghanim al-Ta'an, il direttore della biblioteca pubblica di Mosul, ha inoltre denunciato l'incendio di oltre 8mila fra libri e manufatti da parte di militanti Isis

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