Excite

No cav day. La cronaca della manifestazione

Controversi fuochi d'artificio ieri a Piazza Navona. Circa centomila persone hanno assistito, storditi da un caldo notevole, a una sfilata di leader e opinion-leader dissimili tra loro ma uniti, almeno nelle premesse, dal bisogno di contestare in maniera netta la "deriva personalistica" messa in pratica dal premier Silvio Berlusconi nei primi mesi di governo.

Al microfono, tra gli altri, si sono alternati: Paolo Flores d'Arcais, Furio Colombo, Andrea Camilleri, Sabina Guzzanti, Antonio Di Pietro, Laura Belli, Lidia Ravera, Beppe Grillo (in collegamento telefonico), Rita Borsellino, Pancho Pardi, Marco Travaglio.

Guarda le foto della manifestazione a Piazza Navona

Ecco alcune delle dichiarazioni dei protagonisti, tra attacchi alla Carfagna, a Berlusconi, a Veltroni, al Quirinale e (durissimi) al Papa da parte di una Sabina Guzzanti su di giri, neoghibellina priva di alcun freno inibitorio-linguistico.

Paolo Flores d'Arcais: "La norma sospendi-processi non sarà accantonata ma come spiega Cicchitto, tessera P2, il governo vuole infliggere al Paese un uno-due per mettere al tappeto la Costituzione italiana". "Vogliono l'impunità totale per i criminali di ogni tipo per salvare i criminali del governo e i loro amici".

Marco Travaglio: "Quello di Berlusconi è il governo più ridicolo della storia: abbiamo un ministro della Giustizia, Alfano, che spara cazzate tutti i giorni e ha il record di aver presentato in un mese ben cinque leggi incostituzionali". Berlusconi in campagna elettorale ha fatto di tutto "per perdere ma quando lui arretra anche l'opposizione lo fa: la sua più che una vittoria è stato un sorpasso in retromarcia". Per il giornalista la sinistra in questi anni si è data il compito "di risuscitare ogni volta Berlusconi, anche quando appariva politicamente morto". Travaglio ha quindi criticato aspramente l'attività del governo in tema di intercettazioni e sul censimento dei nomadi definendo "orrenda" l'idea di prendere le impronte digitali dei bambini.

Sabina Guzzanti ha "scaldato" la piazza così: "A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi. Ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t'ha succhiato l'uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio". "L'osteria delle ministre": Osteria delle ministre / paraponzi ponzi po / le ministre son maestre / paraponzi ponzi po / e se al letto son portento, figuriamoci in Parlamento / dammela a me Carfagna / pari oppportunità".

Il mirino della Guzzanti si sposta poi verso il vicino Vaticano: "Il governo - dice - è caduto in buona parte anche grazie a Ratzinger, con quella porcheria della negata partecipazione a La Sapienza. La menzogna della censura a Ratzinger è stata sostenuta da tutti i media e i politici, salvo le solite, rilevanti eccezioni. Questo significa avere il controllo dei media, inventare una polemica che non sta né in cielo né in terra, perché non c'è motivo al mondo - urla l'attrice - percui Ratzinger debbe inaugurare l'anno accademico delle nostre università".

"Grazie alla legge Moratti fra vent'anni gli insegnanti saranno scelti dal Vaticano, ma fra vent'anni Ratzinger sarà dove deve stare, cioè all'inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi, e non passivissimi. Non come i gay che hanno accettato di spostare il Gay Pride a Bologna perché a Roma, a San Giovanni, c'era un coro di preti. E 'sti cazzi, si direbbe in una repubblica democratica".

Antonio Di Pietro: "C'è in atto un comportamento da nuova P2, anzi, proprio P2 perché sono sempre quelli. Se andate a vedere le proposte sono proprio quelle della P2, che voleva la giustizia asservita allo Stato. Quando c'è un'emergenza democratica si sta al fronte. Appena le condizioni ce lo permetteranno attiveremo un grappolo di referendum per cancellare queste leggi".

Pancho Pardi (Idv): "Chi ha già provato a sfregiare la Costituzione non potrà diventarne il custode, chi è uscito dai processi di magistratura solo perché ha fatto delle leggi a proprio favore non può diventare presidente del Csm, chi si è vantato di spregiare il 25 aprile non potrà diventare presidente della Repubblica che è nata dalla Resistenza. Ci aspetta una dura campagna, lunga cinque anni".

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016